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	<title>Ottimizzazione Siti Web &#8211; Dario Bongiovanni</title>
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	<description>Consulente SEO a Palermo</description>
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	<title>Ottimizzazione Siti Web &#8211; Dario Bongiovanni</title>
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		<title>Cosa fa un seo specialist?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Bongiovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Dec 2024 17:40:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ottimizzazione Siti Web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il SEO specialist è una figura professionale preziosa nel mondo del marketing digitale e dei siti web in particolare. Il ruolo di un SEO Specialist (o consulente SEO, in italiano) è quello di ottimizzare i contenuti e la struttura dei siti web per aumentare le visite che arrivano tramite i motori di ricerca. Grazie a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dariobongiovanni.it/cosa-fa-un-seo-specialist/">Cosa fa un seo specialist?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dariobongiovanni.it">Dario Bongiovanni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il SEO specialist è una figura professionale preziosa nel mondo del marketing digitale e dei siti web in particolare.</p>
<p>Il ruolo di un SEO Specialist (o consulente SEO, in italiano) è quello di ottimizzare i contenuti e la struttura dei siti web per <a href="https://www.dariobongiovanni.it/consigli-aumentare-visite-sito-web/">aumentare le visite che arrivano tramite i motori di ricerca</a>.</p>
<p><strong>Grazie a tecniche e strategie specifiche</strong>, il SEO specialist punta a incrementare il traffico organico verso un sito, facendolo comparire tra i primi risultati per le ricerche che gli utenti effettuano mediante determinate parole chiave.</p>
<h2>Analisi delle keyword</h2>
<p>Una delle attività principali del SEO specialist è l&#8217;analisi e la ricerca delle parole chiave. Questa parte del lavoro richiede tra l’altro:</p>
<ul>
<li>L&#8217;utilizzo di tool specifici come <em>Google Keyword Planner</em>, <em>SEMrush</em>, <em>Ahrefs</em></li>
<li>Lo studio dei volumi di ricerca delle keyword</li>
<li>L&#8217;analisi della concorrenza per determinate parole chiave</li>
<li>L&#8217;individuazione di long tail keyword e nicchie di mercato</li>
</ul>
<h3>Creazione di una strategia di keyword</h3>
<p>Dopo la keyword research, il SEO specialist elabora una strategia di keyword mirata, selezionando quelle più rilevanti e con il miglior rapporto volumi/concorrenza.</p>
<p><a href="https://www.dariobongiovanni.it/dove-inserire-keyword/">Queste keyword possono essere inserite nei contenuti</a> in maniera strategica.</p>
<h2>Ottimizzazione on-page</h2>
<p><a href="https://www.dariobongiovanni.it/seo-on-page-guida-completa/">L&#8217;ottimizzazione on-page</a> riguarda tutti gli interventi da effettuare direttamente sulle pagine del sito per migliorarne il posizionamento.</p>
<p>Questa attività prevede solitamente quanto segue:</p>
<ul>
<li>Ottimizzazione dei meta tag (title, description)</li>
<li>Strutturazione corretta dei contenuti con tag H1, H2, ecc.</li>
<li>Ottimizzazione delle immagini (titoli, alt text, compressione, dimensione visualizzata)</li>
<li>Creazione di URL SEO-friendly</li>
</ul>
<h3>Creazione di contenuti ottimizzati</h3>
<p>Il SEO specialist si occupa anche di creare o supervisionare la creazione di contenuti ottimizzati per i motori di ricerca, ma allo stesso tempo di qualità per gli utenti.</p>
<p>Può crearli direttamente lui oppure fornire le istruzioni al copywriter che si occuperà fisicamente di scrivere i contenuti.</p>
<h2>Ottimizzazione tecnica</h2>
<p>La SEO tecnica è un altro ambito di competenza fondamentale ed include, tra l’altro:</p>
<ul>
<li>Miglioramento della <a href="https://www.dariobongiovanni.it/come-verificare-velocita-caricamento-sito/">velocità di caricamento del sito</a></li>
<li>Ottimizzazione per dispositivi mobili</li>
<li>Implementazione di dati strutturati (schema markup)</li>
<li>Risoluzione di problemi di crawling e indicizzazione</li>
</ul>
<h3>Queste operazioni vengono solitamente apportate in seguito alla SEO Audit di un sito, ovvero la sua analisi completa alla ricerca di errori.</h3>
<h3>Analisi del codice</h3>
<p>Il SEO specialist analizza anche il codice HTML del sito per individuare e correggere eventuali errori che possono penalizzare il posizionamento.</p>
<h2>Link building</h2>
<p>La costruzione di backlink di qualità è essenziale per aumentare l&#8217;autorevolezza di un sito.</p>
<p>Ad oggi infatti i backlink rimangono il “segnale” più forte che Google utilizza per determinare il posizionamento di un sito in SERP.</p>
<p>Il SEO specialist si occupa in questo caso di:</p>
<ul>
<li>Ricercare opportunità di link building</li>
<li>Creare contenuti in grado di “attirare” nuovi link</li>
<li>Stabilire relazioni con altri siti e blogger del settore</li>
<li>Monitorare e analizzare il profilo backlink del sito</li>
</ul>
<h3>Guest posting</h3>
<p>Una tecnica molto utilizzata per creare nuovi backlink è il guest posting, cioè la pubblicazione di contenuti su siti esterni per ottenere in cambio un link che punta al proprio sito.</p>
<h2>Monitoraggio e reporting</h2>
<p>Il SEO specialist monitora costantemente i risultati delle sue attività attraverso:</p>
<ul>
<li>Analisi del traffico organico con <a href="https://www.dariobongiovanni.it/google-analytics-guida-completa/">Google Analytics</a></li>
<li>Controllo del posizionamento per le keyword target</li>
<li>Verifica dell&#8217;indicizzazione con <a href="https://www.dariobongiovanni.it/verificare-proprieta-sito-search-console/">Google Search Console</a></li>
<li>Creazione di report periodici sui KPI principali</li>
</ul>
<p>Chiaramente non si tratta solo di raccogliere dati, ma anche di saperli interpretare per individuare trend e aree di miglioramento.</p>
<h2>Aggiornamento continuo</h2>
<p>Il mondo della SEO è in costante evoluzione, quindi il SEO specialist deve:</p>
<ul>
<li>Restare aggiornato sugli algoritmi dei motori di ricerca</li>
<li>Studiare nuove tecniche e best practice</li>
<li>Partecipare a corsi e conferenze di settore</li>
<li>Sperimentare strategie innovative</li>
</ul>
<p>Ricordiamo tra l’altro che Google, soprattutto negli ultimi anni, effettua sempre più spesso aggiornamenti al suo algoritmo.</p>
<p>Un bravo SEO Specialist deve dunque stare sempre “sul pezzo” e rimanere informato sui nuovi update ed i loro effetti in SERP.</p>
<h2>Collaborazione con altri team</h2>
<p>Il SEO specialist non lavora in modo isolato, ma collabora con:</p>
<ul>
<li>Web designer e sviluppatori</li>
<li>Content writer e copywriter</li>
<li>Social media manager</li>
<li>Esperti di web analytics</li>
</ul>
<p>Spesso si occupa anche di formare altri membri del team sulle best practice SEO da seguire.</p>
<h2>Analisi dei competitor</h2>
<p>Studiare le strategie SEO dei competitor è fondamentale per più di un motivo:</p>
<ul>
<li>Individuare opportunità di miglioramento</li>
<li>Scoprire nuove keyword da targetizzare</li>
<li>Analizzare i backlink dei concorrenti</li>
</ul>
<p>Attraverso il reverse engineering il SEO specialist cerca di comprendere le tecniche utilizzate dai siti meglio posizionati.</p>
<h2>Local SEO</h2>
<p>Per le attività locali, il SEO specialist si occupa anche di:</p>
<ul>
<li>Ottimizzare il profilo Google (la ex scheda “<em>Google My Business</em>”)</li>
<li>Gestire le recensioni online</li>
<li>Creare contenuti localizzati</li>
<li>Implementare dati strutturati locali</li>
</ul>
<p>Inoltre, con la diffusione degli assistenti vocali, diventa importante ottimizzare le pagine web anche per questo tipo di ricerche.</p>
<h2>Misurazione del ROI</h2>
<p>Infine, il SEO specialist deve saper quantificare il ritorno sull&#8217;investimento delle attività SEO, principalmente attraverso:</p>
<ul>
<li>Tracciamento delle conversioni</li>
<li>Calcolo del costo per acquisizione</li>
<li>Analisi del lifetime value dei clienti acquisiti organicamente</li>
</ul>
<p>Sulla base dei dati raccolti, l’esperto SEO elabora previsioni e stime sull&#8217;andamento futuro del traffico organico.</p>
<p><strong>Come si diventa SEO Specialist?</strong></p>
<p>Per diventare un SEO Specialist è necessario studiare ma soprattutto testare, provare, sperimentare.</p>
<p>È possibile usare diversi siti di “prova” sui quali sperimentare le varie tecniche e vedere cosa funziona e cosa no</p>
<p>Un buon percorso di formazione potrebbe includere:</p>
<ol>
<li>Acquisizione di competenze di base, anche attraverso corsi online o in presenza</li>
<li>Pratica su progetti personali o stage in presso web agency</li>
<li>Costante aggiornamento sulle ultime tendenze e algoritmi SEO</li>
</ol>
<p>È importante notare che molti SEO Specialist lavorano come liberi professionisti, non come dipendenti.</p>
<p>In questo caso, è necessario aprire la partita IVA e scegliere un commercialista di fiducia per gestire gli aspetti fiscali.</p>
<p>Il commercialista ti aiuterà con <a href="https://www.fiscozen.it/guide/dichiarazione-dei-redditi-regime-forfettario/">la dichiarazione dei redditi</a> e altri adempimenti burocratici, permettendoti di concentrarti sullo sviluppo delle tue competenze SEO.</p>
<h2>In poche parole…</h2>
<p>In poche parole, il ruolo del SEO specialist è sempre più complesso e richiede competenze tecniche, analitiche e creative.</p>
<p><strong>Il suo obiettivo finale è migliorare la visibilità online di un sito</strong>, generando traffico qualificato e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di business dell&#8217;azienda.</p>
<p>Meta title: Cosa fa un SEO specialist? Guida completa</p>
<p>Meta description: Scopri le attività e le competenze del SEO specialist: dall&#8217;analisi delle keyword all&#8217;ottimizzazione tecnica, fino al monitoraggio dei risultati.</p>
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			</item>
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		<title>Come fare SEO On-Page: Guida Completa</title>
		<link>https://www.dariobongiovanni.it/seo-on-page-guida-completa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Bongiovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2024 14:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ottimizzazione Siti Web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come fare SEO On-Page: Guida Completa Questa guida ti spiega come fare SEO on-page: qui capirai come ottimizzare al meglio i tuoi contenuti per aiutare i motori di ricerca a comprenderne perfettamente il contesto e posizionarli più in alto nella pagina dei risultati. In particolare ci concentreremo su: URL Tag Title Meta Titoli e Meta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="has-text-align-center wp-block-heading">Come fare SEO On-Page: Guida Completa</h1>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="700" height="477" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/seo-on-page-guida-dario-bongiovanni.png" alt="come fare seo on-page guida completa" class="wp-image-5237" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/seo-on-page-guida-dario-bongiovanni.png 700w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/seo-on-page-guida-dario-bongiovanni-300x204.png 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/seo-on-page-guida-dario-bongiovanni-225x153.png 225w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure></div>



<p>Questa guida ti spiega come fare SEO on-page: qui capirai come ottimizzare al meglio i tuoi contenuti per aiutare i motori di ricerca a comprenderne perfettamente il contesto e posizionarli più in alto nella pagina dei risultati.</p>



<p>In particolare ci concentreremo su:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>URL</strong></li><li><strong>Tag Title</strong></li><li><strong>Meta Titoli e Meta Descrizione</strong></li><li><strong>Corpo del testo</strong></li><li><strong>Immagini</strong></li><li><strong>Video</strong></li><li><strong>Link</strong></li></ul>



<p>Di seguito andremo a sviluppare uno per uno questi macro argomenti. Cominciamo prima però dalla definizione di SEO on-page&#8230;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa è la SEO on-page?</h2>



<p>La SEO on-page è l&#8217;insieme di tutte quelle ottimizzazioni relative agli elementi di una pagina web: dall&#8217;URL al tag title, dal corpo del testo alle immagini, dai metadati ai link, ogni aspetto deve essere ben ottimizzato per ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come fare SEO on-page?</h2>



<p>Entriamo subito nell&#8217;aspetto più pratico e vediamo insieme come fare SEO on-page, dunque quali sono i singoli elementi di una pagina web sui quali dobbiamo lavorare affinchè sia possibile migliorare il posizionamento sui risultati di ricerca.</p>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading">URL</h2>



<p>L&#8217;URL (<em>Uniform Resource Locator</em>) &nbsp;<em>è</em>&nbsp;un riferimento alfanumerico che serve a individuare in maniera univoca l&#8217;indirizzo di una pagina web. Google tiene l&#8217;URL in grande considerazione al fine di riuscire a determinare il topic (ovvero l&#8217;argomento specifico) di una pagina e quindi questo deve necessariamente essere ben ottimizzato, secondo le indicazioni che seguono:</p>



<h3 class="wp-block-heading">Includi la tua key primaria nell’url</h3>



<p>L’url aiuta Google a comprendere l’argomento su cui verte uno specifico contenuto. Per questo motivo dovresti sempre <strong>inserire nell’url la key per la quale desideri posizionare quella specifica pagina web</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Crea URL brevi e “parlanti”</h3>



<p>Fai in modo che la tua URL <strong>sia il più breve possibile</strong>. Elimina dunque articoli, preposizioni, congiunzioni e parole generiche o dal significato troppo vago. Dunque l’URL di ogni tuo contenuto dovrebbe essere “parlante” (cioè fatto da parole che lasciano già intuire quale sarà il contenuto della pagina) e non dovrebbe presentare parametri e/o ID. Esempio:</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color: #18c90c;" class="has-inline-color">www.sito.it/seo-onpage<br>www.sito.it/seo-onpage-guida-in-italiano</mark><br><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color: #f21b08;" class="has-inline-color">www.sito.it/pagina.php?id=6&amp;q=18</mark></p>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading">Tag Title</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Inserisci la tua keyword primaria nella parte iniziale del Tag Title</h3>



<p>Così come l’URL, Google dà molto peso al Tag Title per determinare il topic di una pagina web e di conseguenza il suo posizionamento in SERP.</p>



<p>Quel che è importante ricordare è che la keyword per la quale vuoi posizionarti <strong>andrebbe inserita all’inizio del Tag Title</strong> per avere maggior &#8220;peso&#8221;. Né al centro né alla fine dunque, ma esattamente all’inizio del Tag Title. Esempio:</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color: #0ca300;" class="has-inline-color">SEO On Page in</mark> <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color: #0ca300;" class="has-inline-color">italiano</mark><br><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color: #f21b08;" class="has-inline-color">Scarica gratis la guida sulla SEO On Page</mark></p>



<p>Puoi approfondire in merito leggendo la guida che spiega <a href="https://www.dariobongiovanni.it/dove-inserire-keyword/">dove inserire le keyword in una pagina web</a>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sfrutta le parentesi nel Tag Title</h3>



<p>Le parentesi sono in grado di <strong>enfatizzare il tuo Tag Title nei risultati di ricerca</strong> e dunque di aumentare il traffico ed il CTR (Click Through Rate), per questo<br>fai bene a sfruttarle quando possibile. Esempio:</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color: #18c90c;" class="has-inline-color">SEO On Page Guida Definitiva [In Italiano]<br>SEO On Page 2021 [Guida Definitiva]</mark></p>



<h3 class="wp-block-heading">Aggiungi parole attraenti nel titolo del contenuto</h3>



<p>Aggiungere al titolo del tuo contenuto parole quali “Il migliore”, “Guida definitiva”, “Guida in italiano”, possono concretamente aiutarti ad ottenere più traffico organico e <strong>migliorare notevolmente il CTR</strong> (la percentuale di clic ricevuti in base al numero di visualizzazioni in SERP).</p>



<p>Il titolo sui risultati di ricerca è infatti la prima cosa che gli utenti vedono, ed in base a questo decidono se cliccare o meno, ragion per cui devi sempre pensare a <strong>titoli descrittivi del contenuto</strong> (mai deludere chi legge o promettere ciò che il contenuto non offre!) e al tempo stesso in grado di <strong>generare interesse e curiosità in<br>chi legge</strong>.</p>



<p>Al contrario, titoli poco attraenti possono indurre l’utente ad andare avanti e cliccare su un altro risultato di ricerca. Esempio:</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color: #18c90c;" class="has-inline-color">SEO On Page 2021 | Guida definitiva</mark><br><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color: #18c90c;" class="has-inline-color">SEO On Page con esempi pratici</mark><br><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color: #f21b08;" class="has-inline-color">SEO Checklist scaricare adesso in italiano</mark></p>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading">Meta Title e Meta Descrizioni</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Ottimizza il Meta Title</h3>



<p>Il Meta Title è una piccola porzione di codice che <strong>indica ai motori di ricerca quale sia il titolo di una pagina</strong>, e viene mostrato nella pagina dei risultati di ricerca (SERP) assieme alla Meta Descrizione.</p>



<p>Aggiungine sempre uno (se non lo fai saranno direttamente i motori di ricerca a decidere quale Meta Title mostrare per quella determinata pagina) e ricorda di inserire qui la key per la quale vuoi posizionarti, <strong>all’inizio della frase</strong>, creando un Meta Title che incuriosisca chi legge.</p>



<p>Per quel che riguarda la lunghezza ottimale, considera che questa <strong>non si misura in caratteri</strong> (come molti erroneamente credono) ma in pixel. Quindi non esiste un limite di 60 caratteri entro il quale mantenersi, come spesso avrai sentito dire, <strong>bensì di 600 pixel</strong>.</p>



<p>Tutto quello che eccede i 600 pixel viene troncato e non visualizzato dagli utenti, ed il numero di caratteri che può essere contenuto all’interno dei 600 pixel è variabile perché chiaramente i caratteri hanno differente larghezza (una “i” occupa meno spazio di una “o”).</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" src="//i0.wp.com/dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/07/esempio-meta-title.jpg" alt="come fare seo on-page ottimizzando il meta title" class="wp-image-5132" width="762" height="156" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/07/esempio-meta-title.jpg 762w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/07/esempio-meta-title-300x61.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/07/esempio-meta-title-244x50.jpg 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/07/esempio-meta-title-705x144.jpg 705w" sizes="(max-width: 762px) 100vw, 762px" /><figcaption><em>Nel riquadro in rosso è evidenziato il Meta Title</em></figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Ottimizza la Meta Descrizione</h3>



<p>La meta descrizione è un attributo HTML che contiene delle informazioni che vanno a supporto del Meta Title, e che viene mostrata subito dopo di esso in SERP.</p>



<p>Questo testo è di fondamentale importanza per la SEO di ogni pagina che pubblichi. Esso infatti, <strong>consente di comunicare al lettore qual è l’argomento trattato</strong> all’interno<br>della risorsa web in questione, e dunque è in grado di influire in maniera decisiva sull’<strong>indurre o meno l’utente a cliccare</strong> ed accedere al sito. Molti credono che inserire la keyword per la quale vuoi posizionarti anche nella meta descrizione sia utile ai fini SEO. In realtà non lo è, almeno direttamente.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="762" height="156" src="//i0.wp.com/dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/07/esempio-meta-description.jpg" alt="come fare seo on-page ottimizzando la meta description" class="wp-image-5135" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/07/esempio-meta-description.jpg 762w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/07/esempio-meta-description-300x61.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/07/esempio-meta-description-244x50.jpg 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/07/esempio-meta-description-705x144.jpg 705w" sizes="(max-width: 762px) 100vw, 762px" /><figcaption><em>Nel riquadro in rosso è evidenziata la Meta Description</em></figcaption></figure>



<p>Google non ne tiene infatti conto, però consiglio sempre di inserirla per il semplice fatto che il motore di ricerca <strong>va ad evidenziare in grassetto quella key</strong> se l’utente la digita quando effettua la sua ricerca, e dunque il tuo snippet andrebbe ad avere <strong>maggiore risalto rispetto gli altri presenti in SERP</strong>, aumentando le possibilità che questo venga cliccato dagli utenti.</p>



<p>Per quel che riguarda la lunghezza della meta descrizione, il riferimento è di <strong>920 pixel</strong> nella versione desktop (circa 160 caratteri) e <strong>680 pixel</strong> per la versione mobile (circa 120 caratteri).</p>



<p>Se utilizzi un plugin per la SEO come <a href="https://it.wordpress.org/plugins/wordpress-seo/">Yoast SEO</a>, puoi comodamente modificare il Meta Titolo e la Meta Descrizione di ogni tuo contenuto tramite il box di Yoast che trovi nella parte bassa della pagina, come da immagine che segue:</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="656" height="509" src="//i0.wp.com/dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/modificare-meta-titoli-descrizioni-yoast-1.jpg" alt="L'editor snippet di Yoast SEO consente di modificare Meta Titoli e Meta Descrizioni" class="wp-image-5154" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/modificare-meta-titoli-descrizioni-yoast-1.jpg 656w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/modificare-meta-titoli-descrizioni-yoast-1-300x233.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/modificare-meta-titoli-descrizioni-yoast-1-197x153.jpg 197w" sizes="auto, (max-width: 656px) 100vw, 656px" /><figcaption><em>Lo strumento &#8220;editor snippet&#8221; di Yoast SEO ti consente di modificare Meta Titoli e Meta Descrizioni</em></figcaption></figure>



<p>Se non sei a tuo agio nell&#8217;utilizzarlo, ti suggerisco di leggere la guida che spiega <a href="https://www.dariobongiovanni.it/come-configurare-yoast-seo/" data-type="URL" data-id="https://www.dariobongiovanni.it/come-configurare-yoast-seo/">come configurare Yoast SEO</a> e sfruttarlo al meglio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Concentrati sulla leggibilità</h3>



<p>A nessuno piace aprire una pagina web e trovarsi di fronte ad un “muro” di sole parole, senza nulla che “spezzi” e dia punti di riferimento. Ai motori di ricerca infatti, così come agli utenti, <strong>piacciono i contenuti che sono facili da leggere</strong> e comprendere.</p>



<p>Rivedi dunque ogni volta i tuoi contenuti prima di pubblicarli, e accertati di avere adottato ogni tipo di formattazione che semplifichi l’individuazione delle informazioni e la lettura. Considera allora per questo che dovresti sempre <strong>suddividere i contenuti in paragrafi</strong>, organizzandoli in maniera gerarchica con i Tag Headers (H1, H2, H3, etc).</p>



<p>(inserisci immagine)</p>



<p>Inserisci inoltre più immagini (quando lo ritieni utile), <strong>elenchi puntati</strong> o numerati, citazioni, video (integrali ad esempio da Youtube, non caricarli direttamente sulla tua pagina!), animazioni, <strong>infografiche</strong>, il grassetto per evidenziare le frasi e le parole più importanti.</p>



<p>Parliamo insomma di tutto quel che ritieni utile per non rendere monotono il testo, ma al contrario semplificarne la lettura. Ricorda di <strong>evitare di creare mai paragrafi lunghi più di 4 righe</strong>, sia perché iniziano a diventare troppo lunghi da leggere, sia perché da mobile un paragrafo così lungo occuperebbe l’intero display.</p>



<p>Guarda nell’esempio che segue la differenza tra un testo monotono e privo di creatività (a sinistra) , e uno facile da leggere, che non annoia l’utente (a destra):</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="548" src="//i0.wp.com/dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/leggibilita-testo.jpg" alt="esempio di testo facile da leggere e che migliora l'usabilità della pagina web" class="wp-image-5157" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/leggibilita-testo.jpg 600w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/leggibilita-testo-300x274.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/leggibilita-testo-168x153.jpg 168w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption>Il testo a destra è certamente più facile da leggere rispetto quello a sinistra, e anche la porzione di testo di proprio interesse risulta essere più facile da individuare</figcaption></figure>



<p>È facile prevedere che il sito che presenta contenuti strutturati come a sinistra nell’esempio avrà una <strong>frequenza di rimbalzo molto alta</strong> e tempi di permanenza bassi, il che rappresenta un pessimo segnale per Google.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Usa frasi e paragrafi brevi</h3>



<p>Gli utenti <strong>tendono a perdere attenzione e concentrazione</strong> quando leggono frasi troppo lunghe.</p>



<p>Evita per questo di annoiarli e rendergli complicata la lettura del contenuto: <strong>crea frasi e paragrafi brevi</strong> (max 4 righe), usa parole semplici, elimina tutte quelle parole che<br>allungano inutilmente il testo senza apportare alcun effettivo valore o significato aggiuntivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Inserisci elenchi puntati e numerati ogni volta che puoi</h3>



<p>Google ama gli elenchi, siano essi puntati o numerati, perché <strong>rendono il contenuto più ordinato e facile da assimilare</strong> per gli utenti.</p>



<p>Spesso inoltre, il motore di ricerca mostra gli elenchi all&#8217;interno dello “snippet in primo piano” sui risultati di ricerca, il che conferisce massima visibilità al tuo contenuto e alte possibilità che l’utente decida di cliccare e accedere al sito.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><br>Rivedi e correggi i tuoi contenuti</h3>



<p><br>Prima di pubblicare qualsiasi post, fai un controllo per verificare la presenza di eventuali errori di sintassi, grammatica e/o ortografici. Questo tipo di verifica finale ti aiuterà<br>notevolmente ad <strong>aumentare la qualità dei contenuti che pubblichi</strong>, nonché la leggibilità e dunque la User Experience. Anche piccoli controlli di questo tipo possono essere in grado di fare la differenza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Verifica che la versione mobile della pagina funzioni bene</h3>



<p><br>Uno degli errori che si commette più di frequente, è quello di pubblicare un contenuto <strong>senza andare a verificarne l’usabilità da mobile</strong>.</p>



<p><br>Non è raro che vi siano contenuti che appaiono perfetti da desktop ma difficili da leggere da mobile, vuoi per paragrafi troppo lunghi e difficili da leggere che per problemini tecnici quali immagini sfalsate, pop-up che non si chiudono facilmente <strong>o testi con un carattere troppo piccolo</strong>.</p>



<p><br>Meglio dunque fare un controllo di questo tipo ogni volta che pubblichi un nuovo contenuto. È importante inoltre fare anche un check con lo strumento <a href="https://search.google.com/test/mobile-friendly?hl=it">Test di Ottimizzazione Mobile</a> di Google per verificare la presenza di altri problemi di natura tecnica legati alla versione mobile del tuo contenuto e della pagina in generale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><br>Usa un H1 per ogni pagina ed inserisci la keyword primaria all’inizio</h3>



<p><br>Google ha di recente confermato che non è un problema inserire anche più di un H1 per pagina. Io ad ogni modo consiglio di inserirne ugualmente uno soltanto così da <strong>mettere bene in chiaro quale sia il topic di quella pagina</strong> e soprattutto quale sia la key che stiamo cercando di “spingere”.</p>



<p><br>Consiglio per questo di inserire la key per la quale vuoi posizionarti all’interno dell’H1, all’inizio e non alla fine. Esempio:</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color: #18c90c;" class="has-inline-color">SEO On Page Guida Aggiornata 2021</mark><br><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color: #f21b08;" class="has-inline-color">Scarica adesso la guida per la SEO On Page</mark></p>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading">Corpo del testo</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Usa la keyword primaria anche nel primo e nell’ultimo paragrafo del tuo contenuto</h3>



<p>Per mostrare ai motori di ricerca che il tuo contenuto è strettamente legato a quel determinato argomento, inserisci la key per la quale vuoi posizionarti nei punti strategici.</p>



<p><strong>Google dà maggior peso alle 150-200 parole che presenta il primo paragrafo</strong> del tuo contenuto, per cui fai in modo che qui sia presente la key per la quale vuoi posizionarti.</p>



<p>Inlcudi la key <strong>anche nel paragrafo</strong> finale per rafforzarne la rilevanza all’interno del contenuto, oltre che nel corpo del testo. Ciò aiuterà i motori di ricerca a comprendere in<br>maniera chiara che quella determinata key è di primaria importanza all’interno del testo che hai prodotto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Includi la tua key primaria nei Tag Headers</h3>



<p>Assicurati di inserire sempre la key per la quale vuoi posizionarti, e/o le sue varianti, <strong>all’interno dei Tag Headers</strong> (H1, H2, H3, etc.).</p>



<p><br>Essi servono ad <strong>organizzare il testo presente in una pagina</strong> e rendere più facile individuare la porzione di testo di proprio interesse, e Google presta attenzione alle parole che contengono al fine di determinare il topic di quella pagina web.</p>



<p>Il Tag con maggior rilevanza è <strong>&lt;H1&gt;</strong>, e qui è bene inserire la key primaria. Gli altri hanno meno importanza man mano che si arriva ad <strong>&lt;H6&gt;</strong>. È sufficiente inserire la key primaria (o le sue varianti) in uno o due sottotitoli, <strong>in maniera sensata</strong> e in modo che la lettura non risulti robotica o forzata.</p>



<p>Per creare i tag H1, H2, H3, etc., all’interno del contenuto, nel blocco di WordPress è sufficiente selezionare “<em>Titolo</em>” dal menù “<em>Cambia tipo o stile del blocco</em>”, come nell&#8217;immagine che segue:</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="410" height="456" src="//i0.wp.com/dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/blocchi-wordpress-creare-titolo-h1-h2-h3.jpg" alt="blocchi di WordPress per creare titoli H1, H2, H3, etc" class="wp-image-5160" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/blocchi-wordpress-creare-titolo-h1-h2-h3.jpg 410w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/blocchi-wordpress-creare-titolo-h1-h2-h3-270x300.jpg 270w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/blocchi-wordpress-creare-titolo-h1-h2-h3-138x153.jpg 138w" sizes="auto, (max-width: 410px) 100vw, 410px" /><figcaption><em>Selezionando &#8220;Titolo&#8221; è possibile trasformare una frase o parola in un titolo H1, H2, H3, etc</em></figcaption></figure>



<p>Alcuni temi WordPress creano automaticamente un <strong>H1 uguale al titolo della pagina</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Usa sinonimi e correlate</h3>



<p>Fino a 10 anni fa circa, per posizionare una pagina web per una determinata keyword era possibile riportarla all’infinito all’interno del testo, anche rendendo la lettura artificiale e fastidiosa.</p>



<p>Oggi fortunatamente non è più così, e Google tiene dunque in considerazione <strong>anche il contesto semantico di una keyword</strong> al fine di determinarne la rilevanza all’interno di un testo.</p>



<p>Assumono per questo maggiore importanza i sinonimi e le parole correlate della keyword per la quale desideriamo posizionarci, che <strong>possono essere inserite in maniera naturale nel nostro contenuto</strong> e che consentono a Google di comprendere con esattezza quale sia il topic di una pagina.</p>



<p>Individuate le key correlate a quella per la quale vuoi posizionarti, inseriscile almeno una volta ciascuna all’interno del testo senza forzare, ma facendo in modo da incorporarle in maniera naturale <strong>mantenendo sempre una scrittura scorrevole</strong> e piacevole da leggere.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Inserisci nel testo tutte le possibili variabili della key primaria</h3>



<p>Sebbene possa sembrare strano, le pagine che puoi trovare in cima alle SERP <strong>si posizionano per centinaia di altre keyword</strong> oltre che per quella principale.</p>



<p><br>È Google stesso a stabilire per quali e quante altre keyword il tuo contenuto meriti di essere posizionato, e per questo motivo <strong>buona parte del traffico potrebbe venire da key diverse</strong> rispetto quella primaria, come ad esempio le sue variabili (soprattutto long tail).</p>



<p>Assicurati per questo di <strong>inserire tutte le variabili della key</strong> per la quale vuoi posizionarti. Per individuarle puoi usare strumenti come il <em>Keyword Planner</em>, <em>SEOZoom</em>, <em>SEMrush</em>, <em>Ubersuggest</em>, le ricerche correlate di Google (in fondo alla SERP) e <em>Answer The Public</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Implementa il markup di schema.org per aumentare la visibilità in SERP</h3>



<p>Il markup di schema.org aiuta i motori di ricerca a comprendere meglio il contenuto di una pagina, ma ti consente anche avere un <strong>forte impatto sul modo in cui questa viene visualizzata in SERP</strong>.</p>



<p>Esistono tanti elementi che i markup di schema.org possono implementare, e tra questi quelli relativi a recensioni, ricette, prodotti, persone, articoli, eventi, attività locali. Per inserire il Markup Schema nel tuo sito puoi utilizzare un plugin come <a href="https://it.wordpress.org/plugins/all-in-one-schemaorg-rich-snippets/">All In One Schema Rich Snippets</a>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scrivi un intro efficace ed in grado di “incollare” l’utente sulla tua pagina</h3>



<p>Le primissime righe di un contenuto sono fondamentali, in quanto l’utente le utilizza inconsciamente per decidere se quella pagina web meriti di essere letta fino in fondo o meno.</p>



<p>Fai “flop” nelle primissime righe e ti ritroverai con una <strong>frequenza di rimbalzo molto elevata</strong>!</p>



<p>Per evitare questo cerca di essere chiaro e sincero con il lettore sin dal primo rigo: <strong>prometti di fornirgli l’informazione o la soluzione</strong> di cui ha bisogno, cerca di essere empatico, evita di scrivere paragrafi e paragrafi inutili prima di arrivare al succo del discorso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Crea il miglior contenuto in assoluto su quel determinato argomento</h3>



<p>Sforzati di <strong>riuscire a creare il miglior contenuto in assoluto</strong>. Leggi che tipo di contenuto hanno creato per quell’argomento i tuoi competitor, aggiungi altre informazioni oltre quelle che loro offrono già, cerca di dare di più.</p>



<p>Fai in modo che il tuo post <strong>possa fornire dettagli su tutte le possibili sfaccettature di quel determinato argomento</strong>, strutturalo in maniera da creare un unico contenuto in grado di rispondere ad ogni domanda e risolvere ogni dubbio.</p>



<p>Il tuo obiettivo è fare in modo che l&#8217;utente <strong>non abbia più bisogno</strong> di proseguire la sua ricerca.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Conquista il risultato ZERO</h3>



<p>Il <strong>risultato ZERO</strong> (detto anche “Featured Snippet”) è quel risultato di ricerca che viene mostrato da Google in cima alla SERP <strong>all’interno di un box</strong> particolarmente evidente ed in grado di catturare l&#8217;attenzione, e che solitamente presenta anche una immagine ad accompagnare il testo.</p>



<p>In particolar modo nel risultato ZERO viene mostrata quella porzione di testo che secondo Google è <strong>perfettamente in grado di rispondere alla domanda</strong> posta dell’utente.</p>



<p>Riuscire a conquistare il risultato zero significa <strong>avere una posizione predominante</strong> su quella specifica query, e l&#8217;elevata possibilità che gli utenti decidano di accedere al sito per leggere il resto delle informazioni presenti. Più traffico dunque, e migliore percezione del tuo brand.</p>



<p>Ecco di seguito un esempio di risultato zero:</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="843" height="532" src="//i0.wp.com/dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/google-seo-on-page-risultato-zero.jpg" alt="esempio di risultato zero su Google" class="wp-image-5165" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/google-seo-on-page-risultato-zero.jpg 843w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/google-seo-on-page-risultato-zero-300x189.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/google-seo-on-page-risultato-zero-242x153.jpg 242w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/google-seo-on-page-risultato-zero-768x485.jpg 768w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/google-seo-on-page-risultato-zero-705x445.jpg 705w" sizes="auto, (max-width: 843px) 100vw, 843px" /><figcaption><em>Esempio di &#8220;Risultato Zero&#8221; (o &#8220;Featured Snippet&#8221; o &#8220;Snippet in primo piano&#8221;) su Google</em></figcaption></figure>



<p>Per conquistare questo tipo di risultato, ho verificato nel tempo che è particolarmente efficace riuscire ad <strong>individuare quale sia la domanda che più spesso si pone l’utente circa quel determinato argomento</strong>, e creare nel tuo contenuto un piccolo paragrafo che contenga esattamente la risposta a quella domanda, senza aggiungere alcun altro tipo di informazione se non negli altri paragrafi.</p>



<p><br>Nulla è meglio del conquistare il risultato ZERO su Google per <strong>dare massima visibilità al tuo contenuto</strong> e fare in modo che diventi la prima scelta per chiunque effettui quella specifica ricerca.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Assicurati di non aver già scritto un altro contenuto ottimizzato per la stessa key.</h3>



<p>Non devi mai <strong>ottimizzare due differenti pagine web per una stessa parola chiave</strong>, il rischio è quello di una cannibalizzazione per la quale Google potrebbe escludere entrambe le pagine dalle prime posizioni, non riuscendo a determinare quale delle due sia più autorevole.</p>



<p>Meglio invece creare un unico contenuto in grado di fornire informazioni e soluzioni davvero a 360 gradi su quel determinato argomento.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scrivi contenuti lunghi ed esaurienti</h3>



<p>Con questo non voglio dirti che ogni nuovo contenuto che pubblichi debba necessariamente essere un post lunghissimo, anzi è normalissimo che un sito presenti contenuti lunghi, lunghissimi<br>ed altri brevi in base all’argomento di volta in volta affrontato.</p>



<p><br>Ad ogni modo, personalmente ritengo che <strong>i contenuti in grado di posizionarsi bene siano quelli lunghi dalle 1000 parole in poi.</strong></p>



<p><br>Non perché 1000 (o 900, oppure 800…) sia un numero magico, ma perché lo ritengo il minimo necessario per poter parlare in maniera approfondita di un determinato argomento e <strong>avere maggiori possibilità di posizionarsi in alto in SERP.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><br>Produci contenuti originali e di qualità</h3>



<p>Sforzati di <strong>produrre contenuti originali</strong>: i motori di ricerca impiegano davvero poco ad individuare contenuti copiati o tradotti da altre lingue, e la conseguenza è una penalizzazione che porterebbe il tuo contenuto a <strong>sparire dalle SERP</strong> ed il tuo sito a perdere autorevolezza agli occhi di Google &amp; co.</p>



<p><br>Concentra tutti i tuoi sforzi sugli utenti cui sono destinati i contenuti che produci, ed offri a loro la massima qualità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Crea categorie pertinenti</h3>



<p>Le categorie consentono di <strong>organizzare meglio la struttura dei contenuti</strong> e aiutano i motori di ricerca a &#8220;leggere&#8221; meglio il tuo sito.</p>



<p>Crea dunque le <strong>categorie più appropriate alla tipologia di contenuti che pubblichi</strong>, ricordando che le categorie sono gerarchiche e puoi per questo sempre creare delle sottocategorie.</p>



<p>Ad esempio, se il tuo è un blog di cucina, una struttura corretta sarebbe quella che prevede la creazione di una categoria riservata agli antipasti, una ai primi, una ai secondi piatti e una ai dolci.</p>



<p>A sua volta la categoria &#8220;<em>Antipasti</em>&#8221; può contenere la sottocategoria &#8220;<em>Antipasti di mare</em>&#8220;, &#8220;<em>Antipasti a base di carne</em>&#8220;, &#8220;<em>Antipasti di verdure</em>&#8220;, etc.</p>



<p>Grazie a delle categorie ben organizzate dunque, anche l&#8217;esperienza utente sarà migliore dato che reperire le pagine e le informazioni di proprio interesse sarà più veloce.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Fai un corretto utilizzo dei tag</h3>



<p>Fino a qualche anno fa, inserire decine di tag in un singolo articolo poteva avere effetti positivi sul posizionamento. Oggi questa tecnica <strong>non solo non ha più effetti, ma è deleteria per il tuo blog</strong> in quanto i tag, se utilizzati male, creano decine di pagine prive di valore e dai contenuti duplicati, che vanno a diminuire la qualità generale del sito.</p>



<p><br>Vediamo allora di fare chiarezza: <strong>i tag sono delle etichette che contraddistinguono quei contenuti che hanno qualcosa in comune tra loro</strong>, dunque è sbagliato associare decine di tag ad ogni singolo contenuto che pubblichi.</p>



<p>Torniamo per un attimo all&#8217;esempio del blog di cucina: supponi di aver creato il contenuto &#8220;<em>crocchette senza glutine</em>&#8221; nella categoria &#8220;<em>antipasti</em>&#8220;, il contenuto &#8220;<em>tortellini senza glutine</em>&#8221; nella categoria &#8220;<em>primi</em>&#8221; ed il contenuto &#8220;<em>torta sacher senza glutine</em>&#8221; nella categoria &#8220;dolci&#8221;.</p>



<p>In questo caso, <strong>è corretto associare ai 3 contenuti il tag &#8220;ricette per celiaci</strong>&#8220;, così da aiutare chi ha una intolleranza al glutine a trovare velocemente tutte le ricette senza glutine comodamente raggruppate tra loro, <strong>seppur appartenenti a categorie differenti</strong>, grazie al tag che avrai inserito.</p>



<p>Proprio per questo motivo si dice che i tag organizzino i contenuti di un sito <strong>in maniera trasversale</strong>, a differenza delle categorie che li organizzano verticalmente. Fanne buon uso dunque!</p>



<h3 class="wp-block-heading">Aggiungi i bottoni social</h3>



<p>Un contenuto diventa ancora più popolare quando è ben ottimizzato per i motori di ricerca e consente facilmente di fare anche delle condivisioni sui social. Includi per questo nel tuo contenuto dei <strong>bottoni per le condivisioni sui social</strong>.</p>



<p>Se adoperi un plugin per implementare i bottoni social, fai sempre un confronto del “prima e dopo” per quanto riguarda i tempi di caricamento: spesso infatti, il codice che sta dietro questi bottoni è in grado di rallentare notevolmente il caricamento della pagina.</p>



<p>Provane per questo più di uno fino ad ottenere dei risultati soddisfacenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Aumenta i tempi di permanenza</h3>



<p><strong>Google tiene conto anche dei tempi di permanenza</strong> per determinare l’autorevolezza e quindi il ranking di una pagina web, e hai a disposizione diversi modi per lavorarci su e fare in modo che gli utenti rimangano il più a lungo possibile all’interno del tuo sito.</p>



<p><br>Sicuramente un’ottima idea è quella di <strong>inserire un video all’interno del contenuto</strong> (preferibilmente &#8220;embeddandolo&#8221;, per evitare di rallentare il caricamento della pagina).</p>



<p><br>Un’altra buona idea è quella di <strong>suggerire all’utente post correlati</strong> durante la lettura, così da fare in modo che questi legga anche altri contenuti prima di uscire dal sito.</p>



<p><br>Per far si che gli utenti ritengano piacevole continuare la lettura devi ovviamente <strong>fare in modo che la velocità di caricamento sia davvero eccezionale</strong>, e che offra dunque a tutti la possibilità di poter accedere velocemente ad ogni contenuto, sezione o categoria. Qui ad ogni modo puoi capire come <a href="https://www.dariobongiovanni.it/come-verificare-velocita-caricamento-sito/">verificare la velocità di caricamento di una pagina web</a>.</p>



<p>Migliora inoltre l’usabilità mostrando sempre il menù (non nasconderlo anche nella versione desktop!) e <strong>tutti quegli elementi che consentono di muoversi facilmente all’interno del sito</strong> (ad es. i pulsanti &#8220;scroll up/down&#8221; o i salti di pagina ) ed individuare velocemente ciò di cui si ha bisogno.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scrivi con l’obiettivo di soddisfare l’intento di ricerca</h3>



<p>I recenti aggiornamenti all’algoritmo di Google hanno dato sempre più importanza alle intenzioni di ricerca degli utenti.</p>



<p>Quando scrivi un nuovo contenuto quindi, <strong>devi sempre tenere a mente qual è l’intento di ricerca che intendi soddisfare</strong>: infatti, anche se tu scrivessi il post migliore al mondo senza però che questo sia realmente in grado di risolvere i problemi di qualcuno o fornire informazioni di cui gli utenti hanno veramente bisogno, difficilmente si posizionerà in prima pagina.</p>



<p>Chiediti dunque di cosa possa veramente avere bisogno chi leggerà il contenuto che stai per pubblicare, e <strong>fai in modo da rispondere a tutte le sue possibili domande in merito</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Migliora la User Experience</h3>



<p>La User Experience è probabilmente la SEO del futuro, ed oggi è già <strong>un fattore importantissimo ai fini del posizionamento</strong>.</p>



<p>Migliore è l’esperienza di navigazione che siamo in grado di offrire agli utenti, a parità di qualità del contenuto, <strong>migliore sarà di conseguenza il posizionamento organico</strong>.</p>



<p>Google tiene in considerazione diversi “segnali” che gli consentono di capire se un sito offra una buona User Experience o meno.</p>



<p>Tra questi il <strong>tempo di permanenza sul sito</strong>, menzioni e condivisioni che il contenuto è in grado di generare sui social, interazioni con chat e bottoni, <strong>frequenza di rimbalzo</strong> (la percentuale di visitatori che visitano soltanto la pagina del sito web sulla quale sono atterrati ed abbandonano il sito senza visitarne altre) ed il <strong>CTR</strong> (Click Through Rate, ovvero la percentuale di clic in base al numero di volte in cui quella pagina è comparsa sui risultati di ricerca).</p>



<p>Ottimizzare alla perfezione i contenuti che pubblichi <strong>servirà dunque a poco se la User Experience che offri agli utenti è scadente</strong>, ragion per cui questo importante fattore va sempre tenuto in considerazione ogni qualvolta si apporta una modifica al sito.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Inserisci l’indice dei contenuti</h3>



<p>L’indice dei contenuti è un <strong>elenco ordinato di quelli che sono i paragrafi che un contenuto presenta</strong>.</p>



<p>La presenza di un indice migliora notevolmente la User EXperience, soprattutto quando il contenuto è particolarmente lungo, in quanto consente a chi legge di cliccare sulla voce dell’indice di proprio interesse e <strong>fare un salto di pagina</strong> raggiungendo direttamente la sezione del testo in cui è contenuta l’informazione o la risorsa di proprio interesse.</p>



<p>Il plugin <a href="https://it.wordpress.org/plugins/easy-table-of-contents/">Easy Table of Contents</a> fa egregiamente questo tipo di lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scegli un font chiaro e ben leggibile</h3>



<p>Può sembrar strano, ma usare un font inadatto può rappresentare <strong>uno dei motivi per i quali un sito non decolla</strong>, così come un colore di sfondo che stanca gli occhi.</p>



<p>Un carattere troppo decorativo o calligrafico può infatti stancare presto chi legge ed indurlo ad abbandonare la lettura, così come un carattere troppo piccolo (soprattutto per chi naviga da mobile) <strong>può rendere veramente difficile la lettura</strong> e stancare presto gli occhi.</p>



<p>Scegli per questo un carattere semplice e facile da riconoscere, con una dimensione che consenta di leggere facilmente fino a 50cm di distanza dal monitor o display.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Assicurati che i motori di ricerca possano scansionare l’intero sito</h3>



<p>Posizionarti (in prima, seconda o decima pagina), sarà impossibile se gli spider dei motori di ricerca non riescono ad accedere al tuo sito.</p>



<p>Verifica per questo che all’interno del tuo file robots.txt non vi sia alcuna istruzione che impedisca ai motori di ricerca di <strong>accedere a determinate cartelle o sezioni del sito</strong>, e verifica che non vi siano <strong>singole pagine in cui è presente il Tag Noinde</strong>x, che di fatto indica ai motori di ricerca di ignorare quella pagina.</p>



<p>Per individuare l’eventuale presenza del TagNoindex in una pagina puoi premere <em>Ctrl+U</em> per avere accesso al codice di quella pagina, poi <em>Ctrl+F</em> per aprire il campo di ricerca ed infine digitare “noindex” all’interno del campo per verificare l’eventuale presenza di questo tag.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Verifica che il tuo contenuto sia stato indicizzato dai motori di ricerca</h3>



<p>Assicurarsi che il tuo contenuto sia stato indicizzato dai motori di ricerca è il primo passo per poter iniziare a lavorare sul posizionamento.</p>



<p>Quel che puoi fare per verificare che Google si sia “accorto” che hai pubblicato un nuovo contenuto, e quindi (come si dice in gergo) che lo abbia indicizzato, è di <strong>fare copia e incolla dell’url nel</strong><br><strong>campo di ricerca di Google</strong>.</p>



<p>Se a seguito di tale operazione la pagina viene mostrata sui risultati di ricerca, l’indicizzazione è già avvenuta (e ora puoi lavorare sul posizionamento), <strong>altrimenti devi attendere ancora qualche giorno</strong> (possono volerci anche 10 giorni o più prima che lo spider di Google passi dal tuo sito e &#8220;scopra&#8221; il nuovo contenuto).</p>



<p>Se oltre tale limite di tempo il contenuto non viene ancora indicizzato, è possibile vi sia qualche impedimento tecnico che va individuato a seguito di una attenta analisi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Verifica che la pagina carichi correttamente su tutti i browser</h3>



<p>Prima di pubblicare un nuovo contenuto, fai bene ad accertarti che questo <strong>carichi correttamente con i più diffusi browser</strong>. Non tutti usano Chrome infatti, ma una buona fetta di utenza è ancora legata a Internet Explorer o preferisce direttamente usare Firefox o Safari.</p>



<p>Il problema con i browser è che <strong>ciascuno di essi interpreta il codice di una pagina in maniera leggermente differente</strong>, e ciò può portare a variazioni (a volte minime) nel modo in cui una pagina viene mostrata da un browser all’altro.</p>



<p>Nei casi peggiori è possibile che ciò che viene visualizzato correttamente su un browser sia <strong>completamente sfalsato su un altro</strong>, per cui è bene fare sempre questo tipo di controllo prima di pubblicare.</p>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading">Immagini</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Sfrutta e ottimizza correttamente le immagini</h3>



<p>Le immagini che inserisci all’interno dei tuoi contenuti possono aiutare gli utenti a capire meglio ciò di cui stai parlando, ma sfortunatamente Google <strong>non è ancora in grado di comprendere del tutto cosa raffiguri una singola immagine</strong> (sebbene stia facendo passi da gigante in merito).</p>



<p>Ad ogni modo, proprio al fine di capire cosa sia rappresentato in una immagine, Google <strong>va a leggere il nome del file ed il testo alternativo o “Alt Text”</strong>.</p>



<p>Ricorda dunque di valorizzare almeno una tra le immagini di uno specifico contenuto con la key per la quale vuoi posizionarlo, <strong>inserendola sia nel nome del file che nel testo alternativo</strong>, come nell&#8217;esempio che segue.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="314" height="456" src="//i0.wp.com/dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/testo-alternativo-seo-on-page-guida.jpg" alt="come fare seo on-page: il testo alternativo (alt text)" class="wp-image-5179" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/testo-alternativo-seo-on-page-guida.jpg 314w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/testo-alternativo-seo-on-page-guida-207x300.jpg 207w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/testo-alternativo-seo-on-page-guida-105x153.jpg 105w" sizes="auto, (max-width: 314px) 100vw, 314px" /><figcaption><em>È importante valorizzare il testo alternativo (Alt Text) per ogni immagine, così da aiutare Google a comprendere il topic di una pagina web.</em></figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Ottimizza le tue immagini con un Alt Text che sia descrittivo</h3>



<p>La maggior parte dei siti web non correttamente ottimizzati presentano immagini in cui l’Alt Text non è stato valorizzato con la key per la quale si desidera posizionarsi. Lo scopo di tale testo è<br>quello di <strong>offrire ugualmente agli utenti la possibilità di comprendere cosa raffiguri l’immagine</strong> quando il browser (per qualsiasi motivo) non riesce a caricarla e mostrarla.</p>



<p>Per questo motivo Google tiene in grande considerazione ciò che scrivi nell’Alt Text, così da riuscire a comprendere cosa raffiguri l’immagine, e dunque devi valorizzare questo campo con del<br><strong>testo che sia veramente descrittivo della foto</strong> e pertinente, e che possibilmente includa almeno in una o due immagini la key per la quale vuoi posizionarti, inserendola in maniera naturale<br>e non forzata.</p>



<p>Considera infine che l’Alt Text è importante anche affinchè le tue immagini <strong>si posizionino bene su Google Immagini</strong>, motivo in più per valorizzare al meglio questo parametro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Aggiungi almeno un paio di immagini</h3>



<p>Rendi il tuo contenuto più interessante per i lettori e per i motori di ricerca <strong>inserendo almeno un paio di immagini</strong>. Evita di pubblicare lunghi contenuti con una sola immagine, ma come riferimento considera di inserire non meno di 5 o 6 immagini per un contenuto da 1000 parole, o comunque tutte quelle che ritieni necessarie per migliorare e facilitare la lettura e la comprensione del testo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Inserisci la keyword primaria nel nome del file</h3>



<p>I motori di ricerca <strong>tengono in considerazione il nome del file</strong> di una immagine per cercare di comprendere cosa questa raffiguri.<br>Assicurati per questo di rinominare almeno una o due immagini del tuo contenuto <strong>facendo in modo che contengano la key</strong> per la quale vuoi posizionarti. Esempio:</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color: #18c90c;" class="has-inline-color">seo-on-page-guida-aggiornata.jpg</mark><br><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color: #f21b08;" class="has-inline-color">CMG00001.jpg</mark></p>



<p>Importante: non fare questo per tutte le immagini che carichi, <strong>sarebbe una pericolosa sovra ottimizzazione</strong>!</p>



<h3 class="wp-block-heading">Controlla la dimensione delle immagini</h3>



<p>Assicurati che le dimensioni delle immagini che carichi <strong>abbiano le esatte dimensioni della struttura della pagina web</strong>.</p>



<p><br>Infatti, quando carichi immagini di dimensioni superiori a quelle di effettiva visualizzazione, <strong>WordPress le adatta in maniera</strong> <strong>automatica</strong>, ma questo comporta un maggior numero di richieste dal browser al server e un rallentamento nel caricamento della pagina.</p>



<p><br>Per evitare questo, <strong>carica le immagini in WordPress solo dopo averle ridimensionate</strong>, assicurandoti che queste abbiano dunque già l’effettiva dimensione di visualizzazione, in base al tema e al layout che stai utilizzando.</p>



<p>Se non sai qual è <strong>l’effettiva dimensione di visualizzazione delle immagini del tema che utilizzi</strong>, puoi posizionarti con il mouse su una foto già pubblicata e cliccare “Ispeziona” con il tasto destro.</p>



<p>Nella stringa di codice evidenziata potrai leggere quelle che sono le dimensioni dell’immagine che hai caricato tu e quelle massime di visualizzazione.</p>



<p>Per ridimensionare le immagini prima di caricarle puoi utilizzare un tool online gratuito come <a href="https://picresize.com/" data-type="URL" data-id="https://picresize.com/">PicResizer</a>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ottimizza il peso delle immagini</h3>



<p>Quando pubblichi una o più immagini all’interno di un contenuto, devi sempre tenere conto del loro peso e di come questo <strong>influisce sulla velocità di navigazione</strong>, soprattutto per quegli utenti che accedono alla rete da dispositivi mobile e che navigano più lentamente rispetto chi usa ad esempio la fibra.</p>



<p>Non c’è una dimensione limite per ogni immagine entro la quale mantenersi, ma considera che se in un post pubblichi 5 immagini che pesano 800kb ciascuna avrai una pagina che pesa già 4MB per le sole immagini.</p>



<p>Il mio consiglio in questo caso è di <strong>fare in modo</strong> <strong>che ogni singola foto non pesi più di 100kb/150kb</strong>, orientativamente.</p>



<p>Se desideri pubblicare delle immagini che al momento pesano di più, puoi usare uno strumento come <a href="https://imagecompressor.com/it/">Optimizilla</a> per ridurne il peso, funziona anche con più immagini contemporaneamente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Adopera solo immagini originali</h3>



<p>I motori di ricerca, Google su tutti, premiano i siti che producono contenuti ma anche <strong>immagini originali e non copiate dal web</strong>.</p>



<p>Per questo devi sforzarti di utilizzare immagini inedite e originali anziché prendere immagini già presenti sul web ed inserirle nel tuo contenuto.</p>



<p>Puoi scattare tu stesso/a le foto che ti servono o rivolgerti ad un professionista, oppure <strong>creare autonomamente le immagini di cui hai bisogno</strong> utilizzando software quali <a href="https://www.canva.com/it_it/">Canva</a>.</p>



<p>Questo sforzo supplementare sarà ricompensato dai motori di ricerca ma anche dagli utenti, i quali avranno una migliore percezione di qualità legata al tuo brand.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Stai usando il formato giusto per le immagini?</h3>



<p>Decidere quale formato usare per le immagini tra PNG, JPEG o GIF ha un impatto sulle prestazioni del tuo sito e quindi <strong>sulla velocità di caricamento</strong>.</p>



<p>PNG è il formato con risoluzione la più alta delle tre. Ciò significa che mediamente le immagini nel formato PNG sono più pesanti ed impiegano più tempo a caricarsi del tutto.</p>



<p>Le <strong>GIF </strong>utilizzano invece una paletta di soli 256 colori e possono essere animate, ma dato che adoperano meno colori si tratta di un formato effettivamente più leggero ma da utilizzare solo per immagini con pochi colori.</p>



<p><strong>Opta dunque per il formato JPEG</strong>, è il più comune ed in grado di assicurare un ottimo rapporto tra qualità dell’immagine e peso.</p>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading">Video</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Aggiungi un video</h3>



<p><br>Aggiungere un video al contenuto che stai per pubblicare è un qualcosa di molto positivo per più di un motivo.</p>



<p>In questa maniera farai infatti contenta quella <strong>fetta di utenza che preferisce i contenuti video</strong> a quelli testuali e renderai il contenuto stesso più ricco, ma non solo.</p>



<p>Aggiungere un video fa inoltre in modo tale da tenere l’utente incollato a quella pagina per un tempo ancora maggiore, <strong>facendo così aumentare i tempi di permanenza sulla</strong><br><strong>pagina </strong>(in inglese “<em>Dwell Time</em>”) che Google tiene in grande considerazione ai fini del ranking.</p>



<p>Questo è sicuramente il vantaggio principale dell’inserire un video nei contenuti che pubblichi, ovvero un indiretto miglioramento della SEO del tuo sito. Ricorda soltanto di <strong>non caricare il<br>video direttamente sul tuo spazio web</strong> per evitare di rallentare il caricamento della pagina, ma integralo da piattaforma esterna (ad esempio Youtube o Vimeo).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Inserisci correttamente i video nella pagina</h3>



<p>Come abbiamo detto, inserire un video è un ottima soluzione per aumentare i tempi di permanenza sulla pagina.</p>



<p>Decidere <strong>dove caricare il video è altrettanto fondamentale</strong>: il consiglio è quello di non caricare mai un video direttamente sul tuo sito, in quanto distruggeresti la User Experience per colpa del peso eccessivo della pagina e dunque della <strong>navigazione a rilento</strong>.</p>



<p>Meglio caricare il video su piattaforma esterna ed integrarlo (o “embeddarlo” come si dice in gergo) nel tuo contenuto.</p>



<p>Ragionando in termini SEO, la soluzione migliore è quella di <strong>caricare il video su YouTube ed integrarlo successivamente nel tuo contenuto</strong>, il che ha un duplice vantaggio.</p>



<p>Da un lato ti consente di <strong>mostrare il video nella tua pagina senza alcun rallentamento dovuto al peso</strong>, dato che in realtà il video è caricato sulla piattaforma di YouTube e non sul tuo sito, d’altra parte ti consente di posizionare anche il video sui risultati di ricerca di Google e di riflesso dare maggiore visibilità al tuo contenuto.</p>



<p>Da quando Google ha acquistato Youtube infatti (2006), <strong>i video caricati sulla piattaforma vengono mostrati in SERP</strong> se ritenuti idonei a soddisfare l&#8217;intento di ricerca degli utenti.</p>



<p>Ecco di seguito le istruzioni ufficiali di Google per incorporare un video di Youtube nel tuo sito:</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="643" height="245" src="//i0.wp.com/dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/wordpress-incorporare-video-youtube.jpg" alt="come incorporare video di Youtube su WordPress rispettando la seo on page" class="wp-image-5188" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/wordpress-incorporare-video-youtube.jpg 643w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/wordpress-incorporare-video-youtube-300x114.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/wordpress-incorporare-video-youtube-244x93.jpg 244w" sizes="auto, (max-width: 643px) 100vw, 643px" /><figcaption><em>Esempio di codice generato da Youtube e da incorporare nella pagina web per &#8220;embeddare&#8221; un video</em></figcaption></figure>



<ol class="wp-block-list"><li>Su un computer, vai alla playlist o al video di YouTube che vuoi incorporare.</li><li>Fai clic su&nbsp;<strong>CONDIVIDI</strong>.</li><li>Nell&#8217;elenco delle opzioni di condivisione, fai clic su&nbsp;<strong>Incorpora</strong>.</li><li>Copia il codice HTML dalla casella che appare.</li><li>Incolla il codice copiato nel codice HTML del tuo sito web.</li></ol>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading">Link</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Inserisci link a risorse esterne autorevoli</h3>



<p>Assicurati di inserire in ogni contenuto <strong>almeno un paio di link verso siti esterni autorevoli</strong>, preferibilmente dello stesso macro argomento o della tua stessa nicchia.</p>



<p>Non inserire dei link esterni tanto per farlo, ma assicurati di linkare delle pagine web <strong>che possano realmente essere utili a chi legge</strong> per approfondire l&#8217;argomento.</p>



<p>Ovviamente sono da considerarsi collegamenti utili allo scopo anche i siti che, anche se generalisti e non perfettamente a tema con il tuo, <strong>sono comunque particolarmente autorevoli</strong>.</p>



<p>Per inserire un link verso un sito esterno è sufficiente selezionare con il mouse la parola che vorrai far diventare cliccabile (detta &#8220;anchor text&#8221;), selezionare il pulsante relativo al collegamento<br>ipertestuale (come evidenziato nell’immagine che segue) ed inserire nell’apposito campo l’URL di destinazione, cioè quello in cui l’utente sarà reindirizzato dopo aver fatto clic.</p>



<p>&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="496" height="332" src="//i0.wp.com/dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/come-creare-un-link.jpg" alt="come creare un link su wordpress" class="wp-image-5194" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/come-creare-un-link.jpg 496w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/come-creare-un-link-300x201.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/08/come-creare-un-link-229x153.jpg 229w" sizes="auto, (max-width: 496px) 100vw, 496px" /><figcaption><em>La tab di WordPress in cui è possibile creare un nuovo link</em></figcaption></figure></div>



<h3 class="wp-block-heading">Sfrutta la linking interna</h3>



<p>Ogni qualvolta pubblichi un nuovo articolo, è bene <strong>inserire almeno un paio di link che puntano ad altre pagine del tuo sito</strong>.</p>



<p>Ciò consentirà ai motori di ricerca di scansionare meglio e più velocemente l’intero sito, e ti aiuterà a “spingere” le keyword che avrai deciso di utilizzare come anchor text.</p>



<p>Anche per la creazione di un link interno vale la stessa cosa dell’esempio precedente, con la differenza che in questo caso andremo ad inserire un URL di un’altra pagina del nostro sito e non più l’URL di una pagina di un sito esterno.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Aggiungi link interni utilizzando anchor text “manipolative”</h3>



<p>Gli anchor text dei link, siano essi quelli <strong>interni</strong> (che collegano due pagine di uno stesso sito) che quelli <strong>esterni</strong> (che collegano una pagina di un sito alla pagina di un altro sito) aiutano i motori di ricerca a comprendere quale sia il contenuto della pagina cui riportano.</p>



<p>Il consiglio in questo caso è quello di inserire dei link nelle altre pagine del tuo sito, <strong>che abbiano come anchor text la key per la quale vuoi posizionare la pagina che riceve quel link</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Imposta “Apri in una nuova scheda” per i link in uscita</h3>



<p>Imposta sempre “<em>Apri in una nuova scheda</em>” quando crei un link in uscita (dunque un link che dal tuo sito porta ad un altro), <strong>per evitare che gli utenti possano abbandonare del tutto il</strong><br><strong>tuo sito</strong> durante la navigazione.</p>



<p>Se imposti l’apertura in una nuova scheda di ogni link in uscita (vedi immagine che segue), il tuo sito rimarrà aperto su una scheda del browser dell’utente anche se questi visualizzerà<br>momentaneamente un altro sito.</p>



<p>In questa maniera, dopo aver letto il contenuto nella pagina esterna, l&#8217;utente potrà sempre ritornare alla navigazione all&#8217;interno del tuo sito.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Qualifica sempre i tuoi link in uscita</h3>



<p>Secondo le linee guida di Google, e ti consiglio di seguire queste direttive alla lettera per evitare penalizzazioni, per alcuni link in uscita presenti nel tuo contenuto <strong>devi dichiarare che relazione c’è con il sito che li riceve</strong>.</p>



<p>Vediamo adesso di seguito quali sono i tag a tua disposizione e come utilizzarli:</p>



<p>rel=&#8221;nofollow&#8221;<br>rel=&#8221;ugc&#8221;<br>rel=&#8221;sponsored&#8221;</p>



<p><strong>Rel=&#8221;nofollow&#8221;</strong> va utilizzato quando hai deciso di linkare un sito del quale non sei sicuro sia veramente autorevole o per il quale comunque vuoi che Google non associ il tuo sito alla pagina <br>collegata.</p>



<p><span style="text-decoration: underline;">Esempio</span>: <span class="has-inline-color has-col-f-05-a-1-a-color">&lt;a href=https://www. sito.it rel=”nofollow”&gt; sito.it &lt;/a&gt;</span></p>



<p><strong>Rel=&#8221;sponsored&#8221;</strong> va utilizzato nel caso di link che hanno uno scopo pubblicitario o link a pagamento.</p>



<p><span style="text-decoration: underline;">Esempio</span>: <span class="has-inline-color has-col-f-05-a-1-a-color">&lt;a href=https://www. sito.it rel=”sponsored”&gt; sito.it &lt;/a&gt;</span></p>



<p><strong>Rel=&#8221;ugc&#8221;</strong> serve invece a contrassegnare quei contenuti generati dagli utenti come ad esempio i commenti e post nei forum.</p>



<p><span style="text-decoration: underline;">Esempio</span>: <span class="has-inline-color has-col-f-05-a-1-a-color">&lt;a href=https://www.sito.it rel=”ugc”&gt;sito.it &lt;/a&gt;</span></p>



<h3 class="wp-block-heading">Verifica la presenza di link “rotti”</h3>



<p>I link “rotti”, ovvero collegamenti che non funzionano (siano essi link a siti esterni o collegamenti interni ad altre pagine del tuo sito) <strong>influiscono negativamente sulla User Experience</strong> (pensa ad un utente che clicca su un link presente sul tuo sito aspettandosi di trovare un contenuto interessante al suo interno e che invece si ritrova davanti un errore 404 &#8220;<em>pagina non trovata</em>&#8220;).</p>



<p>Per questo, prima di pubblicare un contenuto va fatto un apposito controllo per scongiurare la presenza di un collegamento non funzionante.</p>



<p>Prima di pubblicare un nuovo contenuto quindi, <strong>prova a cliccare ogni singolo link</strong> per verificare che funzionino tutti correttamente.</p>



<p>Per i contenuti che sono già online, puoi fare un check con un software come “<a href="https://www.screamingfrog.co.uk/seo-spider/" data-type="URL" data-id="https://www.screamingfrog.co.uk/seo-spider/">Screaming Frog</a>” oppure usare una estensione per Chrome come “<a href="https://www.brokenlinkcheck.com/">Broken Link Checker</a>”.</p>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading"><br>Tu come fai SEO on-page?</h2>



<p>Queste sono le mie considerazioni sul come fare SEO on-page, accorgimenti che apporto su tutte le pagine dei miei siti nonchè quelli dei miei clienti.</p>



<p>Adesso mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu ed in che modo fai l&#8217;ottimizzazione on-page quando pubblichi un nuovo contenuto.</p>



<p>Inoltre hai suggerimenti? Ho dimenticato qualcosa? Fammi sapere tutto nei commenti!</p>



<p>&nbsp;</p>
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		<title>Core Web Vitals: cosa sono e cosa fare per migliorarli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Bongiovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2021 07:31:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ottimizzazione Siti Web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Core Web Vitals: cosa sono e cosa fare per migliorarli L’ultima grande novità di casa Google riguarda un sistema di valutazione di alcuni parametri legati alla velocità e alla user experience. Si tratta dei cosiddetti Core Web Vitals, (in italiano &#8220;Segnali web essenziali&#8220;) estremamente importanti per la SEO del tuo sito web. Vediamo cosa sono, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;">Core Web Vitals: cosa sono e cosa fare per migliorarli</h1>
<p>L’ultima grande novità di casa Google riguarda un sistema di valutazione di alcuni parametri legati alla velocità e alla user experience. Si tratta dei cosiddetti <a href="https://support.google.com/webmasters/answer/9205520?hl=it">Core Web Vitals</a>, (in italiano &#8220;<em>Segnali web essenziali</em>&#8220;) estremamente importanti per la SEO del tuo sito web.</p>
<p>Vediamo cosa sono, quali valori vengono analizzati e cosa fare per migliorare il punteggio che viene assegnato alle nostre pagine.</p>
<p>I parametri presi in considerazione da Google per misurare l’esperienza utente sono:</p>
<ul>
<li>Largest contentful paint (LCP)</li>
<li>First input delay (FID)</li>
<li>Cumulative layout shift (CLS).</li>
</ul>
<p>Il <strong>largest contentful paint</strong> riguarda il tempo di caricamento, il<strong> first input delay</strong> è il tempo che impiega la pagina per permettere all’utente di interagire con essa e il <strong>cumulative layout shift</strong> riguarda la stabilità.</p>
<p>Se accedi alla <a href="https://www.dariobongiovanni.it/verificare-proprieta-sito-search-console/">Search Console</a>, troverai i punteggi relativi al tuo sito web nella sezione <strong>Segnali web essenziali</strong>. Visualizzerai i report sia per i dispositivi mobili, sia per desktop.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-5007" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/02/segnali-web-essenziali.jpg" alt="Segnali web essenziali nella Search Console" width="777" height="445" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/02/segnali-web-essenziali.jpg 777w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/02/segnali-web-essenziali-300x172.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/02/segnali-web-essenziali-244x140.jpg 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/02/segnali-web-essenziali-768x440.jpg 768w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/02/segnali-web-essenziali-705x404.jpg 705w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/02/segnali-web-essenziali-450x258.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 777px) 100vw, 777px" /></p>
<p>Sebbene questi punteggi siano molto importanti, non dimenticare che ci sono tantissimi altri <a href="https://www.dariobongiovanni.it/ottimizzazione-siti-web/">fattori che determinano il posizionamento di una pagina web</a>.</p>
<p>Avere un buon risultato nei Core Web Vitals<strong> non ti farà arrivare in automatico in prima posizione!</strong> È comunque uno dei tanti elementi che ti possono aiutare, ma non trascurare tutto il resto.</p>
<h2 style="text-align: center;">Cosa fare per migliorare il valore LCP</h2>
<p>I fattori che determinano il valore <strong>LCP</strong> sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>i tempi di risposta del server</li>
<li>il blocco del rendering di CSS e JavaScript</li>
<li>i tempi di caricamento di elementi nella pagina</li>
</ul>
<div id="attachment_5008" style="width: 736px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-5008" class="wp-image-5008 size-full" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/02/core-web-vitals-test.jpg" alt="Analisi Core Web Vitals con PageSpeed Insights" width="726" height="581" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/02/core-web-vitals-test.jpg 726w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/02/core-web-vitals-test-300x240.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/02/core-web-vitals-test-191x153.jpg 191w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/02/core-web-vitals-test-705x564.jpg 705w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/02/core-web-vitals-test-450x360.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 726px) 100vw, 726px" /><p id="caption-attachment-5008" class="wp-caption-text"><em>Analisi dei Core Web Vitals di un sito web con lo strumento PageSpeed Insights</em></p></div>
<p>Per migliorare i tempi di risposta del server, la prima cosa da fare è spostare il sito su un hosting più veloce: il mio sito è ospitato su <a href="https://www.siteground.com/index.htm?afcode=7335ba418a2df875eeee4c3230a92917">SiteGround</a>, te lo consiglio sia per le prestazioni che per l&#8217;assistenza in italiano immediata, anche in chat. Inoltre fai bene a sfruttare la cache e usare una CDN.</p>
<p>Il blocco del rendering dei codici CSS e JavaScript invece può essere migliorato con l’ottimizzazione e la minificazione di questi file.</p>
<p>Gli elementi nella pagina come immagini e video possono essere uno dei <strong>problemi che causano un LCP scadente</strong>. Le <strong>immagini</strong> dovrebbero essere sempre di dimensioni ridotte e ottimizzate. I <strong>video</strong> invece possono essere incorporati da piattaforme esterne, come YouTube. Se preferisci mantenere il file del video sul tuo server, comprimilo per ridurre le sue dimensioni ed <strong>evita di utilizzare l’autoplay</strong>.</p>
<h2 style="text-align: center;">Cosa fare per migliorare il valore FID</h2>
<p>Il valore <strong>FID</strong> indica quanto tempo trascorre prima che l’utente possa interagire con la pagina, ad esempio fare clic su un pulsante, compilare un form, aprire una sezione espandibile.</p>
<p>Perciò, è importante mantenere questo parametro più basso possibile nelle pagine in cui l’utente deve effettivamente compiere delle azioni, per esempio nelle pagine di login.</p>
<p>Concentrati prima di tutto sull’ottimizzazione di file JavaScript. Solitamente, sono questi i codici che fanno funzionare gli elementi interattivi su una pagina, quindi rappresentano un punto chiave per il FID.</p>
<p>Sfruttare la cache sarà molto utile anche in questo caso.</p>
<div id="attachment_5009" style="width: 748px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-5009" class="size-full wp-image-5009" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/02/dettagli-core-web-vitals.jpg" alt="Spiegazione Core Web Vitals su PageSpeed" width="738" height="646" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/02/dettagli-core-web-vitals.jpg 738w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/02/dettagli-core-web-vitals-300x263.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/02/dettagli-core-web-vitals-175x153.jpg 175w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/02/dettagli-core-web-vitals-705x617.jpg 705w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/02/dettagli-core-web-vitals-450x394.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 738px) 100vw, 738px" /><p id="caption-attachment-5009" class="wp-caption-text"><em>Spiegazione dei Core Web Vitals su PageSpeed Insights</em></p></div>
<h2 style="text-align: center;">Cosa fare per migliorare il valore CLS</h2>
<p>Quando un elemento sulla pagina si sposta durante il caricamento, <strong>provoca un’esperienza utente piuttosto negativa</strong>. Se l’utente, ad esempio, è pronto a cliccare su un pulsante, e questo si sposta perché nel frattempo viene caricato un annuncio pubblicitario che lo precede, il clic andrà a finire sull’annuncio, con grande disappunto da parte dell’utente.</p>
<p>Per migliorare questo aspetto, ossia il <strong>CLS</strong>, imposta le dimensioni degli elementi sulla tua pagina. In tal modo, <strong>il browser saprà in anticipo quanto spazio dedicare a tali elementi</strong>. In particolare, questo accorgimento dovrà essere preso per gli annunci pubblicitari.</p>
<h2 style="text-align: center;">Altri Web Vitals da non sottovalutare</h2>
<p>I <strong>Core Web Vitals</strong> sono i parametri più importanti al momento, poiché sono strettamente legati all’esperienza dell’utente e questo è uno degli aspetti su cui Google tende a concentrarsi per determinare la qualità di una pagina.</p>
<p>Ci sono però anche altri fattori che possono essere legati a LCP, FID e CLS.</p>
<p>Il <strong>time to first bite (TTFB)</strong> è il tempo di risposta del server. La qualità dell’hosting ha un ruolo determinante.</p>
<p>Il <strong>first contentful paint (FCP)</strong> è invece il tempo impiegato per mostrare il primo elemento sullo schermo, che può essere un testo, un’immagine, un’icona e così via. Lavorare sull’ottimizzazione di CSS e JavaScript, sulla cache e sulle dimensioni della pagina può aiutare.</p>
<p>Accanto a questi parametri, non dimenticare comunque di mantenere sempre alta la qualità dei tuoi contenuti, di utilizzare il protocollo https e di ottimizzare le pagine per i dispositivi mobili.</p>
<p>Se hai bisogno di aiuto per migliorare la <strong>qualità dei Core Web Vitals del tuo sito web</strong>, <a href="https://www.dariobongiovanni.it/consulenza-seo/">contattami per una consulenza SEO</a>. Ti fornirò tutti i dettagli su come ottenere un punteggio più alto e ti aiuterò ad ottimizzare ogni aspetto delle tue pagine.</p>

<p>&nbsp;</p>
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		<title>Preventivo SEO: costi e servizi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Bongiovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2021 13:26:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ottimizzazione Siti Web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Preventivo SEO: costi e servizi Se stai pensando di farti fare un preventivo SEO per il tuo sito web, prima leggi questo articolo. Probabilmente sei capitato sul mio blog cercando web agency e professionisti in grado di aiutarti a ottimizzare il tuo sito per i motori di ricerca, ma non hai idea di quali siano [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Preventivo SEO: costi e servizi</h1>
<p>Se stai pensando di farti fare un <strong>preventivo SEO per il tuo sito web</strong>, prima leggi questo articolo.</p>
<p>Probabilmente sei capitato sul mio blog cercando web agency e professionisti in grado di aiutarti a ottimizzare il tuo sito per i motori di ricerca, ma non hai idea di quali siano i costi di tale attività e in cosa consista esattamente. Quindi la tua domanda probabilmente è: “Quanto costa fare SEO? E quali sono le voci di spesa in un preventivo SEO?”</p>
<p>Per prima cosa, ti consiglio di riformulare la tua domanda in “Quanto dovrò spendere per la SEO… e per ottenere <em>quali</em> risultati?”</p>
<p>Perché se sei un imprenditore o un professionista, non puoi (giustamente) sapere di quali interventi SEO ha bisogno il tuo sito web. Tu ti occupi naturalmente di altro, e ti affidi a un esperto per migliorare un aspetto della tua attività che non puoi gestire direttamente.</p>
<h2>Listino prezzi di interventi SEO: ha senso?</h2>
<p>Se hai già provato a richiedere un<strong> preventivo SEO</strong>, probabilmente sei già incappato nel classico <strong>listino prezzi</strong> più o meno dettagliato dove sono incluse svariate attività. Questo è il tipo di preventivo peggiore in assoluto. E ora ti spiego anche perché.</p>
<p>Ogni sito web, ogni azienda e ogni business è unico. Ciascuno ha il proprio mercato e clienti differenti, i propri punti di forza ed i propri obiettivi da raggiungere. Come pensi che un pacchetto predefinito possa adattarsi alla perfezione a qualsiasi realtà imprenditoriale?</p>
<p>Io credo che questo non sia assolutamente possibile, ed è per questo motivo che, prima di stilare un preventivo SEO per un cliente, investo un pò del mio tempo con lui/lei al telefono per avere ben chiari tutti gli aspetti sui quali bisogna intervenire, e in che modo portare avanti il lavoro.</p>
<p>Quali sono le priorità? Quali prodotti/servizi più profittevoli da &#8220;spingere&#8221;? Quali sono i punti da potenziare? Quali sono gli errori cui porre rimedio?</p>
<p>Inoltre, chi sono i tuoi competitor? A quale target di clienti ti rivolgi? Quali sono le dinamiche che caratterizzano il tuo mercato?</p>
<p>Un preventivo SEO, quindi, non è solo un elenco di interventi tecnici da applicare al tuo sito web, ma è un vero e proprio <strong>progetto per raggiungere determinati obiettivi</strong>. Una volta completata questa fase di analisi iniziale, allora è possibile passare alla parte tecnica e quindi alla stesura del preventivo degli interventi SEO da attuare, con relativi costi.</p>
<h2>Quali sono i servizi in un preventivo SEO?</h2>
<p>Abbiamo chiaro, a questo punto, dove vuoi andare, ma non sappiamo da dove stai partendo. Quindi il primo passo “tecnico” da fare è l’<a href="https://www.dariobongiovanni.it/consulenza-seo/">analisi SEO del tuo sito</a>. Scopriremo qual è la tua posizione sui risultati di ricerca nei confronti dei competitor, quali sono le aree in cui il tuo sito è forte e quali invece necessitano di miglioramento.</p>
<p>Tutto questo dovrà essere orientato ad un preciso ambito di parole chiave, e quindi una ricerca delle keyword migliori sulle quali lavorare per ottimizzare il tuo sito.</p>
<p>Si passa infine alla pratica: miglioramento di velocità e sicurezza, ottimizzazione dei contenuti, link building e tutte le altre strategie SEO che risulteranno utili <em>per il raggiungimento dei tuoi obiettivi</em>. Perché non ha senso perdere tempo con attività che non serviranno ad ottenere il risultato che ti sei prefissato. Tutte le attività saranno orientate a portarti un passo più vicino alla meta.</p>
<h3>L’analisi SEO del tuo sito</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4938" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/seo-audit.jpg" alt="SEO audit" width="700" height="406" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/seo-audit.jpg 700w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/seo-audit-300x174.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/seo-audit-244x142.jpg 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/seo-audit-450x261.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Il mio preventivo SEO include la voce “Analisi SEO del sito”. Ma cosa verrà analizzato, esattamente?</p>
<p>Per prima cosa, verificherò quale sia la <strong>posizione attuale del tuo sito</strong> rispetto a quello dei tuoi concorrenti. Ci saranno alcune pagine che si posizionano meglio di altre, e quindi bisognerà capire quali fattori determinano il loro successo, per poi applicarlo anche alle altre pagine.</p>
<p>Analizzerò anche le <strong>prestazioni</strong> del tuo sito, poiché anche la <a href="https://www.dariobongiovanni.it/come-verificare-velocita-caricamento-sito/">velocità di caricamento delle pagine è un fattore importante di posizionamento</a>. Se i tempi di caricamento fossero molto alti, bisognerà scoprire cosa sta rallentando le pagine e quindi interverremo di conseguenza.</p>
<p>Verificherò che non vi siano <strong>problemi di accessibilità e scansionabilità</strong> da parte dei motori di ricerca, lavorerò sul <strong>codice</strong> per ottimizzarlo e rendere più chiaro a Google &amp; Co. quale sia il topic di ogni pagina del tuo sito, migliorerò la <a href="https://www.dariobongiovanni.it/seo-on-page-guida-completa">SEO On-Page</a>.</p>
<p>Verificherò inoltre che non vi siano <strong>problemi nell&#8217;usabilità</strong>, con particolare riferimento a quella da mobile, che è oggi un importante <strong>fattore di ranking per Google</strong>.</p>
<h3>La ricerca delle parole chiave</h3>
<p>Quando la situazione generale del sito è chiara, si può passare alla <strong>ricerca delle parole chiave</strong>. Grazie anche all’aiuto di strumenti professionali, individuerò sia le keyword più importanti e adoperate per la tua attività che tutte quelle <strong>keyword sulle quali i tuoi competitors non stanno ancora lavorando</strong>, così da attaccare ogni &#8220;nicchia&#8221; possibile. In base a questa lista, potremo quindi stabilire in che modo ottimizzare i contenuti già esistenti e stabilire quali nuovi articoli o pagine andrebbero create.</p>
<h3>Campagna di link building</h3>
<p>Dopo aver inserito nel preventivo SEO tutti gli interventi da attuare all’interno del sito, sia tecnici che a livello di contenuti, si potrà pensare ad un piano di lavoro che include <strong>azioni da svolgere al di fuori del tuo sito</strong>. Si tratta di tutto ciò che permette di renderlo popolare sul web: la più importante tecnica di SEO Off-Site è la link building, che consiste nell’ottenere dei link verso le tue pagine da parte di siti web autorevoli e già affermati. Per Google, i backlink hanno un enorme valore e quindi bisogna assolutamente inserire una campagna di link building in un preventivo SEO.</p>
<h2>Cosa è un preventivo SEO?</h2>
<p>Un preventivo SEO è una <strong>quotazione di tutti gli interventi tecnici e le attività</strong> da apportare ad un sito web al fine di migliorare il suo posizionamento sui motori di ricerca.</p>
<h3>Conclusione</h3>
<p>Ora che ti è più chiaro in cosa consiste un preventivo per l’ottimizzazione di un sito web, potrai capire ogni caso è differente e quindi un preventivo standard, uguale per tutti, non è realizzabile. Il rischio di rivolgersi a consulenti SEO che propongono prezzi fissi è di non raggiungere mai gli obiettivi che desideri, oppure di ritrovarti a dover pagare molto più di ciò che avevi concordato.</p>
<p>Quindi, se desideri conoscere quanto ti costerebbe ottimizzare il tuo sito web, <strong><a href="https://www.dariobongiovanni.it/contatti/">contattami</a></strong> e spiegami innanzitutto quali sono i tuoi obiettivi e qual è la tua attuale situazione. Solo così potrò aiutarti a ottenere i risultati che ti sei prefissato.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dariobongiovanni.it/preventivo-seo-costi-servizi/">Preventivo SEO: costi e servizi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dariobongiovanni.it">Dario Bongiovanni</a>.</p>
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		<title>Dove inserire le keyword in una pagina web</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Bongiovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2021 10:54:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ottimizzazione Siti Web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dove inserire le keyword in una pagina web Capire dove inserire le keyword in una pagina web o articolo è importante per ottimizzare a dovere ogni contenuto e fare in modo che Google possa tenerlo in considerazione per soddisfare un preciso intendo di ricerca di un utente. Questo è l’obiettivo che dovrebbe porsi chiunque abbia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Dove inserire le keyword in una pagina web</h1>
<p>Capire <strong>dove inserire le keyword in una pagina web</strong> o articolo è importante per ottimizzare a dovere ogni contenuto e fare in modo che Google possa tenerlo in considerazione per soddisfare un preciso intendo di ricerca di un utente. Questo è l’obiettivo che dovrebbe porsi chiunque abbia un sito e voglia raggiungere risultati in termini di visibilità.</p>
<p>Per riuscirci, bisogna sapere bene come si usano le parole chiave e capire esattamente dove vanno inserite le key. Infatti, non è sufficiente scrivere un testo, magari anche di bassa qualità, e riempirlo di parole chiave per fare in modo che Google mostri la pagina nelle prime posizioni.</p>
<p>Bisogna infatti conoscere qualche trucco per la <strong>scrittura SEO</strong>. Continua a leggere per scoprire quali!</p>
<h2>Cosa è la scrittura SEO</h2>
<p>Partiamo dal presupposto che negli ultimi anni gli algoritmi di Google hanno subito un’evoluzione pazzesca <strong>sfruttando anche l’intelligenza artificiale </strong>tramite <a href="https://www.seozoom.it/il-nuovo-algoritmo-rankbrain-di-google/">RankBrain</a>, un algoritmo introdotto nel 2015.</p>
<p>Infatti, se in passato l’unica cosa che poteva fare il motore di ricerca era semplicemente &#8220;leggere&#8221; le parole presenti in una pagina e confrontarle con la query di ricerca, adesso ci sono tanti altri fattori che permettono a Google di <strong>stabilire se un testo sia di qualità oppure no</strong>.</p>
<p>Obiettivo del motore di ricerca è proprio quello di fornire informazioni utili e buone: la sua reputazione dipende interamente dal fatto che gli utenti trovino contenuti di ottima qualità tra le prime posizioni. Se trovassero solo contenuti pessimi, chi continuerebbe a usarlo?</p>
<p>Per questo, scrivere in prospettiva SEO non riguarda solo il <strong>corretto uso delle parole chiave e sapere dove inserire le keyword</strong>, ma anche fornire un <strong>contenuto di valore</strong> a chi leggerà quella pagina.</p>
<p>Di solito un testo ottimizzato per la SEO contiene certamente le parole chiave per le quali ci si vuol posizionare , ma è ideato intorno all’utente, e non al motore di ricerca inteso come semplice macchina. La <em>user experience </em>è al centro di tutto.</p>
<h2>Dove inserire le keyword nel sito</h2>
<p>Tutto il tuo sito web deve essere orientato verso l’ottimizzazione per parole chiave specifiche che riguardano il tuo settore, quindi è bene utilizzarle in tutto il testo.</p>
<p>Ci sono, però, dei <strong>punti strategici in cui la keyword assume più valore</strong>. Una parola all’interno del paragrafo, infatti, ha meno rilevanza della stessa parola inserita in un titolo, per esempio.</p>
<p>Prima di iniziare, vorrei sfatare un mito: se in passato anche il nome a dominio di un sito era in grado di influire sul posizionamento, <strong>ora non è più così</strong>.</p>
<p>Puoi tranquillamente usare il dominio <em>pincopallino.it</em> e posizionarti per la keyword “ristorante sul mare”. La scelta del dominio dovrebbe essere fatta in base ad una strategia di brand piuttosto che in ottica SEO.</p>
<p>Vediamo quindi <strong>dove inserire le keyword nei contenuti per ottenere il massimo vantaggio SEO</strong> possibile.</p>
<h2>Dove inserire le keyword usando WordPress</h2>
<p>Grazie a WordPress e al preziosissimo aiuto di Yoast SEO, puoi ottenere dei risultati grandiosi. Se non l’hai ancora fatto, <a href="https://www.dariobongiovanni.it/come-configurare-yoast-seo/">scarica e installa subito il plugin</a>, perché ti aiuterà a mettere in pratica tutti i consigli che ti darò tra poco.</p>
<p>Infatti, Yoast può analizzare il contenuto della tua pagina sulla base di una keyword da te impostata e ti dirà se la stai usando correttamente all’interno del testo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4912 size-full" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/risultati-yoast.jpg" alt="dove inserire le keyword in una pagina web: i suggerimenti di Yoast" width="855" height="535" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/risultati-yoast.jpg 855w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/risultati-yoast-300x188.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/risultati-yoast-244x153.jpg 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/risultati-yoast-768x481.jpg 768w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/risultati-yoast-705x441.jpg 705w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/risultati-yoast-450x282.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 855px) 100vw, 855px" /></p>
<h3>Tag Title e Meta Description</h3>
<p>Il primo luogo in cui <strong>inserire la tua keyword</strong> è all’interno del Tag <strong>Title</strong> e del Meta Tag <strong>Description</strong>.</p>
<p>Il <em>title</em> è il titolo che verrà visualizzato nella pagina della ricerca (SERP), mentre la <em>description</em> è il breve testo che compare al di sotto di esso.</p>
<p>Considera che quel che scrivi all&#8217;interno della <em>description </em><strong>non viene considerato ai fini del posizionamento</strong>, ma influisce sulla volontà dell&#8217;utente di cliccare o meno (<strong>CTR</strong>) e quindi valorizzalo cercando di introdurre l&#8217;argomento e invogliare chi lo legge ad approfondire.</p>
<p><div id="attachment_4914" style="width: 710px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4914" class="wp-image-4914 size-full" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/title-description-yoast.jpg" alt="Inserire keyword in title e description" width="700" height="329" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/title-description-yoast.jpg 700w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/title-description-yoast-300x141.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/title-description-yoast-244x115.jpg 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/title-description-yoast-450x212.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><p id="caption-attachment-4914" class="wp-caption-text"><em>Inserisci la keyword all&#8217;interno del tag title e del meta tag description con l&#8217;aiuto di Yoast SEO</em></p></div></p>
<p>Ti suggerisco di inserire la keyword verso l’inizio del title, perché per Google ha più rilevanza.</p>
<h3>Meta keywords</h3>
<p>Il <strong>meta tag Keyword</strong> veniva utilizzato in passato per indicare ai motori di ricerca l’argomento del testo. Stiamo parlando ancora degli albori del web, quando gli algoritmi non erano in grado di effettuare analisi approfondite dei contenuti.</p>
<p>Questo tag è stato talmente abusato che al suo interno venivano indicate parole chiave molto forti, anche se poi il contenuto trattava di tutt’altro argomento.</p>
<p>Con l’evoluzione dei motori di ricerca, <strong>il meta tag keyword è stato abbandonato </strong>completamente.</p>
<h3>Keyword nelle URL</h3>
<p>Poco fa ti ho spiegato che il dominio di un sito non viene più analizzato per le parole chiave, però è importante che esse compaiano comunque <strong>nell’URL di una pagina o di un articolo</strong>.</p>
<p>Infatti, la parte successiva al dominio, che identifica la pagina su cui ti trovi, viene letta dai motori di ricerca. Seguendo l’esempio fatto sopra, quindi, il sito può usare l’URL <em>pincopallino.it/ristorante-sul-mare.</em></p>
<p>Inserisci le keyword nello <em>slug</em> dell’articolo in modo che sia chiaro l’argomento di cui tratta.</p>
<p>Evita assolutamente gli URL che includono codici incomprensibili e senza significato, come <em>miosito.it/pagina1234</em>.</p>
<h3>Keyword nelle immagini</h3>
<p>I motori di ricerca <strong>non sono ancora perfettamente in grado di comprendere cosa contiene un’immagine</strong> (anche se si stanno facendo grandi progressi anche sotto questo punto di vista). Ci sono però delle tecniche che permettono di informarli su cosa esse rappresentino.</p>
<p>E quindi, <strong>come inserire la keyword in un’immagine</strong>? Innanzitutto, sfrutta <strong>l’attributo alt</strong>. Serve a inserire una breve descrizione ai non vedenti di ciò che raffigura l’immagine, ma è un &#8220;segnale&#8221; che <strong>Google tiene in considerazione anche ai fini del posizionamento</strong> perciò puoi usarlo a tuo vantaggio per indicare anche le parole chiave.</p>
<p><div id="attachment_4913" style="width: 710px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4913" class="wp-image-4913 size-full" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/esempio-alt.jpg" alt="Inserire la keyword nell'attributo alt di un'immagine" width="700" height="272" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/esempio-alt.jpg 700w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/esempio-alt-300x117.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/esempio-alt-244x95.jpg 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2021/01/esempio-alt-450x175.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><p id="caption-attachment-4913" class="wp-caption-text"><em>Inserisci la keyword nell&#8217;attributo alt dell&#8217;immagine usando il campo Testo Alternativo di WordPress</em></p></div></p>
<p>Ti suggerisco comunque di non abusare di questa tecnica: se la tua immagine rappresenta un fiore, non scrivere “lasagne” nell’attributo alt!</p>
<p>Cerca di mantenere sempre una certa <strong>coerenza tra l’attributo e il reale contenuto dell’immagine</strong>, inoltre non inserire la key &#8220;secca&#8221; (ad esempio &#8220;ristorante sulla spiaggia) ma inseriscila all&#8217;intero di una frase più articolata (ad esempio &#8220;probabilmente il più bel ristorante sulla spiaggia di questa località&#8221;) per evitare di indurre Google a pensare che tu stia cercando di forzare la mano.</p>
<h3>Keyword nei tag header</h3>
<p>Le intestazioni (o <em>header</em>), cioè i titoli e i sottotitoli del tuo articolo, sono importantissimi per indicare ai motori di ricerca la struttura del contenuto.</p>
<p>Usando le <strong>keyword nei tag header</strong> (h1, h2, h3 ecc.) fornirai a Google tutte le informazioni di cui ha bisogno per posizionare correttamente la tua pagina.</p>
<p>Chiaramente <strong>non inserire la key per la quale vuoi posizionarti in tutti i tag header</strong>, ne bastano uno o due anche in relazione alla lunghezza del contenuto.</p>
<h3>Keyword nel testo</h3>
<p>Dopo aver inserito la keyword in questi elementi della tua pagina, devi anche inserirla all’interno del testo. L’argomento si deve sviluppare intorno alle parole chiave, ma fai attenzione a non rendere il discorso forzato.</p>
<p>Evita di riempire il testo di parole chiave ripetute continuamente (rendendo la lettura poco scorrevole e artificiale) perchè otterresti l&#8217;effetto opposto.</p>
<p>Naturalmente fai bene ad inserire nel testo la key per la quale vuoi posizionarti: fallo però <strong>in maniera naturale e spontanea</strong>, senza che il lettore si accorga del tuo sforzo per inserirle, e ricorda di adoperare anche i sinonimi e le key correlate.</p>
<h3>Quante volte devo ripetere la keyword nel testo?</h3>
<p>Non esiste una regola che indichi quante volte inserire la keyword in un testo, anche perché <strong>Google è perfettamente in grado di riconoscere il topic di una pagina</strong> interpretando anche il significato di tutte le altre parole presenti, inclusi sinonimi e correlate.</p>
<p>Fino ad una decina di anni fa, ripetere continuamente la keyword nel testo era una tecnica che poteva aiutare nel posizionamento. Oggi non è più così e per questo ti suggerisco di non pensare minimamente al numero di volte in cui questa è presente nel testo che stai preparando, ma <strong>concentrati sul fatto che questo sia realmente utile all&#8217;utente</strong> e piacevole da leggere.</p>
<p>Ora hai scoperto quali sono i punti in cui inserire le keyword all’interno dei tuoi articoli, e puoi approfondire ulteriormente leggendo la mia <a href="https://www.dariobongiovanni.it/seo-on-page-guida-completa">guida sulla SEO On-Page</a>. Ad ogni modo lasciati sempre guidare dal buon senso e pensa che ciò che scrivi lo leggeranno persone in carne ed ossa, non macchine!</p>
<p>Se hai dubbi sull’uso delle keyword, contattami e ti aiuterò volentieri.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dariobongiovanni.it/dove-inserire-keyword/">Dove inserire le keyword in una pagina web</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dariobongiovanni.it">Dario Bongiovanni</a>.</p>
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		<title>Passare da Aruba a Siteground in 5 minuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Bongiovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2020 14:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ottimizzazione Siti Web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Passare da Aruba a Siteground in 5 minuti In questo articolo ti spiego come passare da Aruba a Siteground indicandoti i passaggi uno alla volta, per aiutarti ad effettuare la migrazione in 5 minuti. Effettuare il passaggio a SiteGround è infatti la scelta migliore se il tuo sito è troppo lento e sono necessari diversi secondi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dariobongiovanni.it/passare-da-aruba-a-siteground/">Passare da Aruba a Siteground in 5 minuti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dariobongiovanni.it">Dario Bongiovanni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Passare da Aruba a Siteground in 5 minuti</h1>
<p>In questo articolo ti spiego <strong>come passare da Aruba a <a href="https://www.siteground.com/index.htm?afcode=7335ba418a2df875eeee4c3230a92917">Siteground</a></strong> indicandoti i passaggi uno alla volta, per aiutarti ad effettuare la migrazione in 5 minuti.</p>
<p>Effettuare il passaggio a SiteGround è infatti la scelta migliore se il tuo sito è troppo lento e sono necessari diversi secondi di attesa per il caricamento delle pagine. Considera infatti che SiteGround è un hosting veloce e professionale, <strong>raccomandato da WordPress direttamente</strong>.</p>
<p>È importante sottolineare inoltre che <strong>Google considera la velocità di caricamento di un sito uno dei più importanti fattori di ranking</strong>, per cui effettuando il passaggio a SiteGround riscontrerai anche un miglioramento del posizionamento del sito sui risultati di ricerca.</p>
<p>Ti suggerisco di <a href="https://www.dariobongiovanni.it/come-verificare-velocita-caricamento-sito/">fare uno speed test del tuo sito</a> prima di effettuare la migrazione, e di ripeterlo dopo che questa sarà stata completata. Noterai una importante riduzione dei tempi di caricamento.</p>
<p>Io ho eseguito questo test e adesso ti mostro i risultati del “prima e dopo”.</p>
<p>Ho infatti recentemente consigliato di passare a SiteGround ad un cliente che riteneva il proprio sito troppo lento nel caricare le pagine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il risultato è quello che puoi vedere di seguito: senza aver ancora effettuato altra ottimizzazione sul sito del cliente a parte il trasferimento a SiteGround, <strong>i tempi di caricamento si sono quasi dimezzati</strong> passando da 4.32 secondi a soli 2.19 secondi per il caricamento completo!</p>
<p>Ecco qual era il risultato del test ti velocità effettuato con <a href="https://tools.pingdom.com/">Pingdom</a> prima del trasferimento, ben 4.32 secondi come puoi vedere.</p>
<p><div id="attachment_3892" style="width: 710px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3892" class="size-full wp-image-3892" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/04/test-velocita-aruba.jpg" alt="test velocità Aruba" width="700" height="509" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/04/test-velocita-aruba.jpg 700w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/04/test-velocita-aruba-210x153.jpg 210w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/04/test-velocita-aruba-300x218.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/04/test-velocita-aruba-450x327.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><p id="caption-attachment-3892" class="wp-caption-text">Test di velocità caricamento del sito effettuato prima del passaggio a SiteGround.</p></div></p>
<p>Ed ecco cosa è successo ripetendo il test il appena completato il trasferimento a SiteGround: il tempo di caricamento è sceso fino a 2.19 secondi. Praticamente dimezzato!</p>
<p><div id="attachment_3893" style="width: 710px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3893" class="size-full wp-image-3893" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/04/test-velocita-siteground.jpg" alt="test velocità SiteGround" width="700" height="509" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/04/test-velocita-siteground.jpg 700w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/04/test-velocita-siteground-210x153.jpg 210w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/04/test-velocita-siteground-300x218.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/04/test-velocita-siteground-450x327.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><p id="caption-attachment-3893" class="wp-caption-text">Ecco il risultato del testo pochi giorni dopo aver completato il passaggio a SiteGround.</p></div></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Convinto adesso?</p>
<p>Se ancora non sei del tutto convinto dei benefici che un hosting professionale come SiteGround possa apportare al tuo progetto web, eccone elencati i più importanti:</p>
<ul>
<li><strong>Assistenza via chat in italiano</strong></li>
<li><strong>Backup giornalieri gratuiti</strong></li>
<li><strong>Mail personalizzate illimitate</strong></li>
<li><strong>Passaggio ad HTTPS gratuito</strong></li>
<li><strong>Aggiornamenti automatici di WordPress</strong></li>
<li><strong>Sicurezza da attacchi hacker</strong></li>
<li><strong>Formula soddisfatti o rimborsati entro 30 giorni dall’acquisto</strong></li>
</ul>
<p>Vediamo in dettaglio di cosa si tratta:</p>
<p>
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<span  class='av_font_icon av-csifz1-988b8bcedc18adb5b17c9b5cc067b3b8 avia_animate_when_visible av-icon-style- avia-icon-pos-left avia-iconfont avia-font-entypo-fontello avia-icon-animate'><span class='av-icon-char' data-av_icon='' data-av_iconfont='entypo-fontello' aria-hidden="true" ></span></span> L’assistenza via chat in italiano è fantastica perché <strong>ti mette in pochi secondi in comunicazione con un operatore</strong> che può aiutarti a risolvere qualsiasi problema in tempo reale. Gli altri hosting non offrono questo servizio ma ti costringono a contattare il call center per ricevere assistenza, o inviare mail ed attendere pazientemente la risposta (anche SiteGround dispone di call center in Italia e mail per assistenza, ma ho sempre risolto con la chat per cui non ho mai dovuto farvi ricorso).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>
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<span  class='av_font_icon av-b4k3ct-93164070e1ccdaf97c8e2467cce13494 avia_animate_when_visible av-icon-style- avia-icon-pos-left avia-iconfont avia-font-entypo-fontello avia-icon-animate'><span class='av-icon-char' data-av_icon='' data-av_iconfont='entypo-fontello' aria-hidden="true" ></span></span> I backup giornalieri gratuiti sono forse la cosa più importante: se anche un giorno dovesse accadere qualcosa (magari una tua modifica incauta o un attacco hacker) in grado di compromettere il sito, direttamente dalla tua area utente <strong>potrai sempre ripristinare i file del tuo sito grazie ai backup automatici</strong> che SiteGround effettua ogni giorno per te.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>
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<span  class='av_font_icon av-94axdp-600c3b4f4e49190186e952b92ea97294 avia_animate_when_visible av-icon-style- avia-icon-pos-left avia-iconfont avia-font-entypo-fontello avia-icon-animate'><span class='av-icon-char' data-av_icon='' data-av_iconfont='entypo-fontello' aria-hidden="true" ></span></span> Mail personalizzate illimitate: qualsiasi piano di SiteGround tu scelga di acquistare, <strong>potrai creare tutte le mail personalizzate che vuoi</strong> con il tuo nuovo dominio, senza limiti. Se ad esempio hai acquistato il dominio mariorossi.it, potrai creare le caselle di posta info@mariorossi.it, contatti@mariorossi.it, acquisti@mariorossi.it e così via, a tuo piacere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>
<style type="text/css" data-created_by="avia_inline_auto" id="style-css-av-71h62l-3dab0cfb860f65a557981cd895d3af5c">
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<span  class='av_font_icon av-71h62l-3dab0cfb860f65a557981cd895d3af5c avia_animate_when_visible av-icon-style- avia-icon-pos-left avia-iconfont avia-font-entypo-fontello avia-icon-animate'><span class='av-icon-char' data-av_icon='' data-av_iconfont='entypo-fontello' aria-hidden="true" ></span></span> Con SiteGround non devi pagare per effettuare il passaggio da HTTP (che è causa dell’avviso “sito non sicuro” sul tuo browser) ad HTTPS. <strong>Hai infatti in omaggio il certificato SSL</strong> “Let’s Encrypt” che una volta installato ti consentirà di effettuare gratuitamente il passaggio da HTTP ad HTTPS.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>
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<span  class='av_font_icon av-5cj8l9-6fad9fc092c882829273a2d1aefe9cfa avia_animate_when_visible av-icon-style- avia-icon-pos-left avia-iconfont avia-font-entypo-fontello avia-icon-animate'><span class='av-icon-char' data-av_icon='' data-av_iconfont='entypo-fontello' aria-hidden="true" ></span></span> Aggiornamenti automatici di WordPress: quando WordPress rilascia una nuova versione, <strong>SiteGround si occuperà al posto tuo di effettuare l’aggiornamento</strong> avvisandoti con 24 ore di anticipo e dandoti il tempo di effettuare un eventuale backup se lo desideri. Ad ogni modo puoi anche decidere di disabilitare gli aggiornamenti automatici ed effettuarli manualmente.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<span  class='av_font_icon av-com65-604cb2d89f19790803e8f891ef1e3e26 avia_animate_when_visible av-icon-style- avia-icon-pos-left avia-iconfont avia-font-entypo-fontello avia-icon-animate'><span class='av-icon-char' data-av_icon='' data-av_iconfont='entypo-fontello' aria-hidden="true" ></span></span> SiteGround offre inoltre il massimo della sicurezza al tuo sito, grazie ad un team specializzato che si occupa quotidianamente di scovare eventuali vulnerabilità relative a WordPress e adopera il WAF, <strong>una funzionalità del gateway che offre maggiore sicurezza alle risorse</strong> bloccando qualsiasi tipo di azione non consentita dalle regole di protezione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>
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<span  class='av_font_icon av-2ihyxp-a3d0d73ae65d1280b288cd9ed119da81 avia_animate_when_visible av-icon-style- avia-icon-pos-left avia-iconfont avia-font-entypo-fontello avia-icon-animate'><span class='av-icon-char' data-av_icon='' data-av_iconfont='entypo-fontello' aria-hidden="true" ></span></span>  Infine, <strong>avrai 30 giorni di tempo dal tuo acquisto per richiedere il rimborso totale</strong> nel caso in cui il servizio non debba essere all’altezza delle tue aspettative. Quindi puoi tranquillamente spostare il sito su SiteGround, con la certezza di essere rimborsato interamente qualora non ti trovassi bene.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;">Passare da Aruba a SiteGround: acquista il tuo piano</h2>
<p>Diciamo innanzitutto che non c’è nessun contratto che ti lega a SiteGround e <strong>non hai vincoli di nessun tipo</strong>: di anno in anno ti sarà semplicemente chiesto di pagare per il rinnovo del servizio, se non lo vorrai più sarà sufficiente non pagare e questo decadrà automaticamente. Detto questo, iniziamo tranquillamente la procedura che ti consente di passare da Aruba a SiteGround in cinque minuti.</p>
<p>Scegli un piano hosting. Tutti <strong>i piani hosting di SiteGround sono offerti al momento con oltre il 50% di sconto</strong>, <a href="https://www.siteground.com/index.htm?afcode=7335ba418a2df875eeee4c3230a92917">qui puoi trovare i prezzi</a> e scegli il piano che preferisci.</p>
<p><div id="attachment_4809" style="width: 710px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4809" class="size-full wp-image-4809" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/piani-siteground.jpg" alt="Piani SiteGround Startup GrowBig GoGeek" width="700" height="458" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/piani-siteground.jpg 700w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/piani-siteground-300x196.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/piani-siteground-234x153.jpg 234w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/piani-siteground-450x294.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><p id="caption-attachment-4809" class="wp-caption-text">I piani StartUp, GrowBig e Gogeek di SiteGround al momento offerti con oltre il 50% di sconto.</p></div></p>
<p>Il piano <strong>Startup</strong> costa 5,99€ al mese ed è perfetto se hai bisogno di trasferire un solo sito, mentre se hai più di un sito e vuoi trasferirli tutti su SiteGround ti è necessario optare per il piano <strong>GrowBig</strong> o <strong>GoGeek</strong>, i quali ti danno il vantaggio di poter caricare tutti i siti che vuoi e pagare l’hosting una volta sola (9,99€ al mese se scegli GrowBig e 13,99€ al mese se scegli GoGeek) a prescindere da quanti siti trasferirai…un bel risparmio.</p>
<p>Con i piani GrowBig e GoGeek, inoltre, potrai richiedere il trasferimento del tuo sito gratuitamente con il servizio di supporto di SiteGround. Il piano Startup offre questo servizio al costo di 24€, ma puoi comunque effettuare la migrazione in autonomia usando il plugin WordPress Migrator. Ti spiego come fare più avanti in questo articolo.</p>
<p>Ora prosegui con l&#8217;acquisto del tuo abbonamento. Clicca sul bottone “<em>Acquista</em>” relativo al piano che hai deciso di sottoscrivere e prosegui.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4811" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/acquisto-piano-siteground.jpg" alt="Trasferire un sito da Aruba a SiteGround" width="700" height="290" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/acquisto-piano-siteground.jpg 700w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/acquisto-piano-siteground-300x124.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/acquisto-piano-siteground-244x101.jpg 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/acquisto-piano-siteground-450x186.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nella schermata che segue dovrai selezionare “<em>Ho già un dominio</em>” ed inserire il dominio che intendi passare da Aruba a SiteGround (io ho digitato mariorossi.it in questo esempio, tu puoi digitare l’indirizzo del tuo sito e cliccare su “<em>Procedi</em>&#8220;).</p>
<p>Questa è la schermata vera e propria per acquistare SiteGround. Vediamo adesso come compilare le singole sezioni.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4812" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/form-acquisto-siteground.jpg" alt="Acquistare un piano SiteGround" width="700" height="465" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/form-acquisto-siteground.jpg 700w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/form-acquisto-siteground-300x199.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/form-acquisto-siteground-230x153.jpg 230w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/form-acquisto-siteground-450x299.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<ul>
<li><strong>Informazioni Account</strong>: Qui ti viene chiesto di inserire un indirizzo di posta elettronica e una password: devi inserire una mail già esistente, e qui riceverai tutte le comunicazioni da parte di SiteGround. Allo stesso tempo, l’indirizzo mail e la password che digiterai qui diventeranno le tue username e password per poterti loggare sul tuo account SiteGround.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>Informazioni Cliente: </strong>Qui devi inserire i dati anagrafici richiesti. Se sei un privato, lascia pure i campi Azienda e P.IVA vuoti e compila tutti gli altri. Se hai invece la partita IVA, inserisci la ragione sociale dell&#8217;azienda e la partita IVA.</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4813" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/info-pagamento-siteground.jpg" alt="Informazioni di pagamento SiteGround" width="700" height="422" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/info-pagamento-siteground.jpg 700w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/info-pagamento-siteground-300x181.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/info-pagamento-siteground-244x147.jpg 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/info-pagamento-siteground-450x271.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong> I</strong><strong>nformazioni pagamento: </strong>Qui devi infine inserire i dati di pagamento relativi alla tua carta di credito, se vuoi puoi usare anche una carta prepagata (Postepay e simili) oppure <strong>puoi pagare tramite Paypal</strong>, anche se non è apparentemente presente tra i metodi di pagamento accettati. Per acquistare pagando con Paypal, devi contattare la chat di SiteGround cliccando su “Chat” che trovi in cima alla home page, proprio accanto il bottone “Accedi”. Dopo aver cliccato “Chat”, inserisci il tuo nome, mail ed il testo “Vorrei pagare con Paypal…”, ti risponderà dopo pochi secondi un operatore SiteGround che ti invierà immediatamente un link di pagamento Paypal.<br />
Se l&#8217;indirizzo di fatturazione corrisponde a quello da te inserito nelle informazioni di contatto, seleziona la casella. Se invece la deselezioni, potrai inserire il nuovo indirizzo.</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4814" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/riepilogo-acquisto.jpg" alt="Riepilogo acquisto Siteground" width="700" height="522" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/riepilogo-acquisto.jpg 700w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/riepilogo-acquisto-300x224.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/riepilogo-acquisto-205x153.jpg 205w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/riepilogo-acquisto-450x336.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<ul>
<li><strong>Informazioni di acquisto</strong>: Qui trovi un riepilogo di quello che stai acquistando. Ti viene ricordato che stai acquistando il piano Startup (se hai scelto il piano Startup all’inizio della procedura) e che il Data Center che ospita il tuo sito si trova in Europa. <strong>Puoi cambiare il Data Center Europeo</strong> con gli altri che SiteGround possiede nel mondo, ma se prevedi che gran parte del traffico al tuo sito arriverà dall&#8217;Italia ti consiglio di lasciare Europa, così da avere tempi di risposta del server più veloci data la vicinanza. SiteGround al momento ti offre di default oltre il <strong>50% di sconto sul prezzo del servizio</strong>, ciò significa che se acquisti per 12 mesi pagherai 5,99€ al mese per 12 mesi, per poi passare al prezzo regolare di 12,99€ al mese a partire dal 13esimo mese. Ti suggerisco di lasciare impostata questa offerta, poiché è la più conveniente. Se vuoi acquistare per un periodo più lungo, ossia per 24 o 36 mesi, avrai comunque un notevole sconto. Il pagamento non avviene comunque di mese in mese, ma per comodità <strong>l’intero importo viene corrisposto al momento dell’acquisto</strong>.<br />
C’è anche la possibilità di acquistare soltanto per un mese pagando 17,99€ , ma non ti consiglio di scegliere questa opzione perché se al termine del mese di prova dovessi decidere di acquistare definitivamente il piano da 12 mesi, dovresti pagarlo da subito a prezzo pieno e senza più lo sconto SiteGround di oltre il 50%. Considerando che SiteGround ti offre la <strong>formula soddisfatti o rimborsati</strong> (per intero) <strong>entro 30 giorni dall’acquisto</strong>, puoi acquistare tranquillamente per 12, 24 o 36 mesi ed eventualmente chiedere rimborso.<br />
Questa sezione ti informa inoltre che potresti aggiungere al tuo acquisto <strong>SG Site Scanner</strong>, un sistema di rilevamento malware che scansiona quotidianamente il tuo sito. Non è comunque strettamente necessario acquistarlo e puoi comunque sottoscriverlo anche in seguito, per cui ti suggerirei di non selezionarlo se non lo vuoi e di cliccare su “Paga Subito” per confermare il tuo acquisto.</li>
</ul>
<p>Benissimo! Se tutto è filato liscio hai appena portato a termine il tuo acquisto e <strong>adesso sei un nuovo cliente SiteGround</strong>! Nell’arco di pochi minuti riceverai una mail che ti conferma l’attivazione del tuo account e della possibilità di poter già accedere alla tua area utente per richiedere il trasferimento del sito.</p>
<h2 style="text-align: center;">Trasferimento sito da Aruba a SiteGround</h2>
<p>Acquistato il piano, vediamo adesso come richiedere il trasferimento da Aruba a SiteGround e completare il cambio hosting.</p>
<p>Puoi andare sulla Homepage di SiteGround e cliccare in alto a destra su “Accedi” per loggarti, digitando l’indirizzo mail e la password che precedentemente hai inserito nella sezione <em>Informazioni  account</em>. Non appena avrai fatto accesso, clicca sul punto interrogativo e poi sul link &#8220;Vai al centro assistenza&#8221;, come da screenshot di seguito:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4856" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/centro-assistenza-sg.jpg" alt="Centro Assistenza SiteGround" width="700" height="288" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/centro-assistenza-sg.jpg 700w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/centro-assistenza-sg-300x123.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/centro-assistenza-sg-244x100.jpg 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/centro-assistenza-sg-450x185.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Clicca sulla tab &#8220;Contattaci&#8221; e poi su &#8220;Supporto tecnico avanzato&#8221;. Compariranno altre opzioni, tra cui &#8220;Trasferimento del sito&#8221;.</p>
<p>Seleziona il sito di destinazione. Se hai registrato più siti nel tuo account, dovrai sceglierlo dal menu a tendina.</p>
<p>Se vuoi che il tuo sito venga trasferito in una sottocartella, inserisci il suo nome nella voce &#8220;Cartella di destinazione&#8221;, altrimenti lascia questo campo vuoto se vuoi trasferire il tuo sito nella root.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4857" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/sito-destinazione.jpg" alt="Seleziona sito destinazione" width="700" height="516" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/sito-destinazione.jpg 700w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/sito-destinazione-300x221.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/sito-destinazione-208x153.jpg 208w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/sito-destinazione-450x332.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>SiteGround ti offre due sistemi per trasferire il tuo sito web. Il primo è attraverso il loro strumento di migrazione, con il plugin WordPress Migrator. Il secondo è invece tramite l&#8217;intervento del team di supporto, che costa 24€ per i piani Startup ed è invece gratuito per i piani GrowBig e GoGeek. Se scegli l&#8217;opzione Manuale, ti metterai in contatto direttamente con un operatore del centro assistenza e penseranno loro a tutto.</p>
<p>Se preferisci procedere in autonomia, seleziona la Migrazione automatica e clicca sul pulsante &#8220;Accedi al site tools&#8221;.</p>
<p>Bene, adesso l’ultimo sforzo e la procedura sarà completa!</p>
<h3 style="text-align: center;">Trasferire il tuo sito da Aruba a SiteGround con la Migrazione Manuale</h3>
<p>Attenzione: <strong><u>le informazioni che seguono sono specifiche per chi desidera passare da Aruba a SiteGround.</u></strong></p>
<p>Se il tuo attuale hosting è un altro, contattami via chat e ti dirò come compilare correttamente questi campi.</p>
<p>Una volta selezionata la Migrazione Manuale, dovrai compilare un modulo con i dati necessari al team di supporto per procedere con il tuo trasferimento.</p>
<p>Nel campo <em>&#8220;Pannello di controllo dell&#8217;hosting attuale&#8221;</em> scegli <em>Other</em>, in quanto Aruba non usa il cPanel. Inserisci poi l&#8217;URL dal quale accedi al tuo pannello di controllo di Aruba, il tuo username e la tua password. Aggiungi un messaggio se vuoi includere altre informazioni.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4815" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/migrazione-da-aruba.jpg" alt="Richiesta di migrazione da Aruba a SiteGround" width="700" height="485" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/migrazione-da-aruba.jpg 700w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/migrazione-da-aruba-300x208.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/migrazione-da-aruba-221x153.jpg 221w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/migrazione-da-aruba-450x312.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Fatto questo potrai finalmente cliccare su “<em>Invia</em>” e la tua richiesta di trasferimento sito su SiteGround sarà inoltrata. I tecnici di SiteGround <strong>effettueranno per te il trasferimento del sito</strong>.</p>
<p>Se i dati che hai inserito non dovessero essere corretti, nella sezione “<em>Cronologia supporto</em>” del Centro Assistenza potrai leggere le comunicazioni o le precisazioni che i tecnici di SiteGround vorranno farti.</p>
<h3 style="text-align: center;">Trasferire il tuo sito da Aruba a SiteGround con la Migrazione Automatica</h3>
<p>Se il tuo vecchio sito è stato creato con WordPress, e intendi effettuare la migrazione in maniera automatica e autonoma, puoi selezionare la voce <em>Migrazione automatica</em> per utilizzare il plugin WordPress Migrator di SiteGround.</p>
<p>Innanzitutto, installa WordPress su SiteGround. Poi dovrai generare un token (ossia un codice) che servirà per collegare il tuo vecchio sito al nuovo. Infine dovrai installare il plugin WordPress Migrator e infine avviare il trasferimento. Vediamo tutti i passaggi nei dettagli.</p>
<p>Entra nell&#8217;area Site Tools di SiteGround e accedi alla sezione WordPress &gt; Migrazione. Clicca su <em>Genera</em> per creare il token di trasferimento, poi copialo e salvalo.</p>
<p>Ora vai sul tuo vecchio sito WordPress e installa il plugin WordPress Migrator. Una volta installato, accedi alla voce SG Migrator dal menu e inserisci il token che hai generato poco fa. E adesso è tutto pronto per avviare il trasferimento automatico. Al termine della procedura, i tuoi contenuti saranno tutti migrati su SiteGround.</p>
<h2 style="text-align: center;">Trasferire dominio da Aruba a SiteGround e modifica DNS</h2>
<p>Adesso che il tuo sito sta per essere trasferito sui server di SiteGround, <strong>devi decidere cosa fare del dominio</strong>. Puoi trasferire anche quello su SiteGround oppure lasciarlo su Aruba ed effettuare il <strong>puntamento dei DNS</strong>, facendo in modo che puntino correttamente all’hosting di SiteGround.</p>
<p>Se non sai come fare contattami via chat o mail e ti fornirò le poche istruzioni necessarie a completare questa operazione. Supponiamo invece che tu abbia deciso di <strong>trasferire il dominio su SiteGround anziché lasciarlo su Aruba</strong>, ecco di seguito la semplice procedura da seguire.</p>
<p>Non appena loggato all’interno della tua area utente SiteGround, puoi cliccare sulla tab <em>“Marketplace” &gt; &#8220;Servizi Dominio&#8221; </em>e scegli <em>&#8220;Trasferimento dominio&#8221;</em> come da immagine che segue:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4858" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/trasferire-dominio.jpg" alt="Trasferire dominio su SiteGround" width="700" height="467" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/trasferire-dominio.jpg 700w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/trasferire-dominio-300x200.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/trasferire-dominio-229x153.jpg 229w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/trasferire-dominio-450x300.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Inserisci quindi il nome del domino da trasferire e clicca il pulsante &#8220;<em>Controlla lo stato</em>&#8220;. Se il dominio non è bloccato, vedrai un messaggio di conferma e potrai proseguire.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4820" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/trasferimento-dominio-siteground.jpg" alt="Trasferire il dominio su SiteGround" width="700" height="437" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/trasferimento-dominio-siteground.jpg 700w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/trasferimento-dominio-siteground-300x187.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/trasferimento-dominio-siteground-244x153.jpg 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/trasferimento-dominio-siteground-450x281.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>La schermata seguente ti consente di inserire tutti i dati relativi al dominio da trasferire su SiteGround e la possibilità di nascondere i tuoi dati (nel campo <em>&#8220;Informazioni del proprietario&#8221;</em>) per il quale i tuoi dati sensibili (indirizzo, mail e telefono) saranno oscurati quando qualcuno cercherà il tuo sito su <a href="https://www.whois.com/whois/">Whois</a>, il servizio gratuito che consente di sapere a chi è intestato un dominio.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4821" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/dati-dominio.jpg" alt="Trasferire dominio da Aruba a SiteGround" width="700" height="540" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/dati-dominio.jpg 700w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/dati-dominio-300x231.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/dati-dominio-198x153.jpg 198w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/12/dati-dominio-450x347.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Ci siamo quasi, un ultimo sforzo!</p>
<p>Cosa fondamentale, per completare la richiesta di trasferimento del dominio, <strong>ti viene chiesto di fornire il codice di autorizzazione Aruba</strong> (detto anche &#8220;Codice EPP&#8221;, “Authinfo” o Authcode”).</p>
<p>Questo codice <strong>serve a dimostrare che sei realmente tu il proprietario del dominio </strong>che desideri trasferire, e senza di esso non sarà possibile trasferire il dominio su SiteGround.</p>
<p>Lo puoi trovare <strong>loggandoti sulla tua area utente Aruba</strong>, raggiungendo il pannello di controllo del dominio e cliccare su <em>Utility dominio</em> &gt; <em>Codice autorizzazione</em> &gt; <em>Richiedi</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riceverai rapidamente il tuo codice di autorizzazione Aruba e potrai inserirlo nel campo <strong>Codice EPP di SiteGround. </strong>Se dovessi avere difficoltà nel recuperare il codice di autorizzazione Aruba, puoi seguire <a href="https://guide.hosting.aruba.it/domini/trasferimento-e-modifica-domini/richiesta-codice-autorizzazione-e-sblocco.aspx">queste istruzioni con immagini</a>.</p>
<p>Assicurati di avere accesso alla casella di posta collegata al dominio che stai cercando di trasferire, qui ti verrà mandata una mail con un apposito bottone da cliccare per <strong>confermare la procedura di trasferimento dominio su SiteGround</strong>.</p>
<p>Ok, adesso il pagamento e abbiamo terminato…giuro!</p>
<p>Nella parte inferiore della schermata ti viene chiesto infine di inserire i tuoi dati personali, inclusi quelli della carta di credito con cui vuoi pagare il trasferimento dominio su SiteGround.</p>
<p>Verifica bene i dati prima di dare l’ok, e quando hai controllato che non vi siano errori di battitura clicca su “<em>Paga ora</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Meraviglioso, non devi fare più nulla ed <strong>entro un paio di giorni il tuo dominio sarà trasferito da Aruba a SiteGround</strong>. Benvenuto nel futuro!</p>
<p>Come  vedi, passare da Aruba a SiteGround non è complicato. Se hai dubbi riguardo la procedura, o se dovesse esserci qualche passaggio che ti sembra troppo complicato da affrontare, contattami via chat o via mail e ti aiuterò volentieri.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dariobongiovanni.it/passare-da-aruba-a-siteground/">Passare da Aruba a Siteground in 5 minuti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dariobongiovanni.it">Dario Bongiovanni</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come Trovare Nuovi Clienti [Online e Offline]</title>
		<link>https://www.dariobongiovanni.it/come-trovare-nuovi-clienti-online-offline/</link>
					<comments>https://www.dariobongiovanni.it/come-trovare-nuovi-clienti-online-offline/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Bongiovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 09:33:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ottimizzazione Siti Web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come trovare nuovi clienti? Questa è la domanda che periodicamente si pone chi possiede un&#8217;attività commerciale di qualsiasi tipo, sia che questa offra prodotti e servizi sul web, sia che si tratti di una attività locale. Sicuramente quella del trovare nuovi clienti è l&#8217;operazione più complessa, ma una volta trovata la giusta &#8220;chiave&#8221; sarà possibile [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dariobongiovanni.it/come-trovare-nuovi-clienti-online-offline/">Come Trovare Nuovi Clienti [Online e Offline]</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dariobongiovanni.it">Dario Bongiovanni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come trovare nuovi clienti? Questa è la domanda che periodicamente si pone chi possiede un&#8217;attività commerciale di qualsiasi tipo, sia che questa offra prodotti e servizi sul web, sia che si tratti di una attività locale.</p>
<p>Sicuramente quella del trovare nuovi clienti è l&#8217;operazione più complessa, ma una volta trovata la giusta &#8220;chiave&#8221; sarà possibile acquisire nuova clientela anche in periodi critici per l&#8217;economia o per un settore in particolare.</p>
<h2 style="text-align: center;">Come trovare nuovi clienti online? I vantaggi del web</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4754 size-full aligncenter" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/come-trovare-nuovi-clienti-online.jpg" alt="come trovare nuovi clienti online offline" width="640" height="426" /></p>
<p>Sicuramente internet è un uno strumento strategico nel momento in cui decidiamo di <strong>fare in modo che</strong> <strong>i potenziali clienti possano iniziare a percepire il nostro marchio come affidabile</strong> e meritevole di fiducia.</p>
<p>Il web è infatti<strong> un mezzo assolutamente efficace ed economico per raggiungere questo obiettivo</strong>, in quanto offre una serie di vantaggi sicuramente significativi sia per quel che riguarda la pianificazione che per <strong>l&#8217;esecuzione di qualsiasi tipo di strategia commerciale</strong>.</p>
<p>I 3 grandi vantaggi per chi sfrutta il web per trovare nuovi clienti sono:</p>
<ul>
<li>Aumento della visibilità</li>
<li>Interazione diretta con gli utenti</li>
<li>Identificazione del cliente</li>
</ul>
<p>Vediamo adesso di comprendere in dettaglio in che modo ciascuno di questi 3 punti possa diventare decisivo nella ricerca di nuovi clienti.</p>
<h3 style="text-align: center;">Aumento della visibilità</h3>
<p><strong>Comparire in cima ai risultati di Google</strong> e dei più importanti motori di ricerca consente di aumentare la visibilità e garantire contatti e richieste di preventivo da parte del potenziale cliente.</p>
<p>Ottenere un maggior numero di visite sul proprio sito web inoltre, oggi è molto più semplice di quel che si possa pensare. Quindi se al momento il tuo <a href="https://www.dariobongiovanni.it/perche-sito-non-compare-google/">sito non compare su Google</a> o ci sono dei problemi tecnici che impediscono al motore di ricerca di poterlo indicizzare, o semplicemente il tuo sito <strong>non è ben ottimizzato per i motori di ricerca</strong>.</p>
<p>Le strategie SEO (Search Engine Optimization) consentono di definire il profilo di un brand e <strong>avvicinarlo a quei clienti che cercano esattamente quella tipologia di prodotti e servizi</strong> che questo offre, proprio nel momento in cui ne hanno bisogno e stanno effettuando una ricerca su internet.</p>
<h3 style="text-align: center;">Interazione diretta con gli utenti</h3>
<p>Oggi i social network avvicinano tantissimo i brand agli utenti. Essere presenti su piattaforme social quali Facebook o Instagram consente di condividere informazioni sui propri prodotti o servizi e annunciare promozioni speciali, ma al tempo stesso consente di ottenere una risposta immediata in caso di contatto e dunque <strong>instaurare un rapporto diretto e individuale con il cliente</strong>, ascoltandone le esigenze.</p>
<p>Ciò si traduce in un <strong>inbound di informazioni davvero preziose</strong>, considerando che è possibile acquisire dati di tipo demografico oltre che interessi e comportamenti.</p>
<p>Per questo motivo i social network oggi rappresentano un modo fantastico per avvicinarsi alla propria clientela e <strong>rafforzare in maniera diretta il legame che vi è tra il marchio e l&#8217;utenza</strong>.</p>
<h3 style="text-align: center;">Identificazione del cliente</h3>
<p>Oggi non è più necessario pensare e progettare un prodotto attendendo poi che qualcuno decida di pagare per averlo. Il web infatti è lo strumento perfetto per <strong>fare in modo che il nostro messaggio possa arrivare direttamente ai clienti in target</strong>, e questa microsegmentazione diventa così una strategia irrinunciabile quando si tratta di <strong>identificare il pubblico e massimizzare i nostri sforzi</strong>.</p>
<p>Identificare i nostri potenziali clienti ci dà dunque la grande possibilità di <strong>accedere a determinate informazioni che permettono di delineare il profilo ideale</strong> della nostra &#8220;customer persona&#8221;.</p>
<p>Per questo motivo è importante conoscere adeguatamente le tecniche di web marketing e applicarle in maniera strategica alla tua attività, in maniera tale da poter <strong>raggiungere il pubblico di riferimento nel momento in cui questo manifesta la necessità di usufruire dei prodotti o servizi che hai da offrire</strong>.</p>
<p>Per trovare nuovi clienti online non è sufficiente avere un sito accattivante. Devi invece comprendere la necessità di <strong>rendere il sito web della tua azienda un efficace strumento di marketing</strong>, una macchina in grado di promuovere i prodotti o servizi che offri in maniera intelligente e all&#8217;interno di una struttura che sia stata messa in piedi appositamente per ottenere nuovi clienti.</p>
<h2 style="text-align: center;">Il processo di acquisizione nuovi clienti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4755 size-full aligncenter" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/processo-acquisizione-nuovi-clienti.jpg" alt="il processo di acquisizione nuovi clienti" width="640" height="426" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/processo-acquisizione-nuovi-clienti.jpg 640w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/processo-acquisizione-nuovi-clienti-300x200.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/processo-acquisizione-nuovi-clienti-230x153.jpg 230w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/processo-acquisizione-nuovi-clienti-450x300.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Quello che segue è il  processo che dovresti seguire per trovare nuovi clienti online e acquisire il cliente portandolo<strong> lungo un percorso di esperienza e conoscenza del tuo marchio</strong>.</p>
<p>Parlo di &#8220;percorso&#8221; perché un utente o potenziale cliente difficilmente ti contatterà la prima volta che noterà la tua attività, e realizzare la vendita “a freddo” è molto difficile dato che la persona non ti conosce, non conosce il tuo marchio nè il tuo prodotto o servizio.</p>
<p>L’idea è dunque quella di sfruttare la tecnologia e gli strumenti che il web mette a nostra disposizione per riuscire ad attrarre il cliente verso di te. E quando il cliente viene da te, <strong>a partire da quel momento puoi seguirlo fino a quando non diventerà un cliente</strong>.</p>
<h2 style="text-align: center;">Esempio di strategia integrata per trovare nuovi clienti</h2>
<p>Vediamo in dettaglio quello che potrebbe essere un chiaro esempio di una struttura intelligente, ovvero un insieme di strumenti integrati pensati appositamente per <strong>intercettare gli utenti in target portandoli all&#8217;interno del tuo sito e trasformarli in clienti</strong>.</p>
<h3 style="text-align: center;">Un blog all&#8217;interno del sito</h3>
<p>All&#8217;interno del tuo sito potresti prevedere una apposita sezione (che potresti chiamare &#8220;blog&#8221; o &#8220;news&#8221;) all&#8217;interno della quale potrai pubblicare interessanti approfondimenti che aiutano il visitatore a risolvere problemi specifici,<strong> indirizzandoli verso la pagina prodotto che contiene il prodotto o il servizio in grado di risolvere il problema per il quale hanno effettuato la ricerca</strong> atterrando sul tuo sito.</p>
<h3 style="text-align: center;">Analisi del traffico</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4756 size-full aligncenter" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/acquisizione-clienti-analisi-google-analytics.jpg" alt="acquisizione clienti analisi google analytics" width="640" height="442" /></p>
<p>Implementare uno strumento quale <a href="https://analytics.google.com/analytics/web/">Google Analytics</a> all&#8217;interno del tuo sito ti consente di poter <strong>analizzare tutti i dati del traffico</strong>, e dunque accedere ad una serie di informazioni quali i dati demografici del tuo pubblico, le pagine più visitate e quelle che invece hanno dei problemi sui quali bisogna lavorare.</p>
<p>Analizzare questi dati ti aiuterà a capire quali sono i punti di forza e quali invece gli aspetti del tuo sito sui quali lavorare. Se ad esempio i report <strong>dovessero dimostrare che gli utenti abbandonano la navigazione dopo aver visitato sempre la stessa pagina</strong>, potresti aver individuato già uno dei punti deboli su cui lavorare.</p>
<p>Si tratta di uno strumento gratuito, offerto direttamente da casa Google, e tra l&#8217;altro <a href="https://www.dariobongiovanni.it/come-inserire-il-codice-di-google-analytics-in-un-sito/">inserire il codice di Analytics nel tuo sito</a> è davvero facile.</p>
<h3 style="text-align: center;">Piattaforme social</h3>
<p>I social network sono efficaci nel <strong>creare una comunità attorno al tuo marchio</strong>, facendolo conoscere ad una moltitudine di persone e facendo in modo che il pubblico possa prendere confidenza con i prodotti e servizi che offri.</p>
<p>Crea per questo una pagina con la quale andare a mostrare i prodotti e servizi che offri, <strong>cercando di coinvolgere gli utenti a partecipare e interagire</strong> e non adoperando quindi la pagina come mera vetrina autocelebrativa.</p>
<h3 style="text-align: center;">Pubblicità a pagamento</h3>
<p>Uno strumento come <a href="https://ads.google.com/intl/it_IT/home/">Google Ads</a> è molto efficace perché ti consente di <strong>ottenere un&#8217;alta percentuale di ritorno sull&#8217;investimento</strong>. Si tratta di quegli annunci sponsorizzati che trovi in cima ai risultati di Google quando effettui una ricerca. In attesa che il tuo sito possa raggiungere la prima posizione grazie al lavoro di un <a href="https://www.dariobongiovanni.it/">consulente SEO</a>, inizialmente puoi comparire in cima ai risultati pagando.</p>
<h3 style="text-align: center;">E-mail marketing</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4757 size-full aligncenter" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/email-marketing-per-trovare-nuovi-clienti.jpg" alt="email marketing per trovare nuovi clienti" width="640" height="426" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/email-marketing-per-trovare-nuovi-clienti.jpg 640w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/email-marketing-per-trovare-nuovi-clienti-300x200.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/email-marketing-per-trovare-nuovi-clienti-230x153.jpg 230w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/email-marketing-per-trovare-nuovi-clienti-450x300.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Se nel tempo hai realizzato (spero vivamente di si) un database contenente gli indirizzi email dei tuoi clienti, puoi iniziare a <strong>gestire l&#8217;invio di newsletter per metterli a conoscenza di una particolare promozione</strong> o riduzione del prezzo che hai  pensato appositamente per loro.</p>
<p>Puoi semplicemente usare le newsletter per inviare loro notizie o approfondimenti interessanti, e <strong>dunque non volte alla vendita diretta</strong>. Ciò contribuirà a fare in modo che chi legge la tua newsletter possa associare il tuo marchio alla prima scelta in assoluto nel suo particolare ambito.</p>
<h2 style="text-align: center;">Come trovare nuovi clienti offline: le tecniche classiche</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4762 size-full" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/come-trovare-nuovi-clienti-offline-tecniche-classiche.jpg" alt="Come trovare nuovi clienti offline tecniche classiche" width="640" height="426" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/come-trovare-nuovi-clienti-offline-tecniche-classiche.jpg 640w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/come-trovare-nuovi-clienti-offline-tecniche-classiche-300x200.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/come-trovare-nuovi-clienti-offline-tecniche-classiche-230x153.jpg 230w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/come-trovare-nuovi-clienti-offline-tecniche-classiche-450x300.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>&#8230;devi per forza fare tutto online? No di certo. Ci sono tante buone ragioni per le quali <strong>fai bene a non abbandonare le tecniche classiche</strong> che possono aiutarti a trovare nuovi clienti.</p>
<p>Ecco di seguito alcune opzioni che ti saranno utili per raggiungere il consumatore interessato ai prodotti e servizi che vendi, con il minimo costo e <strong>senza effetti collaterali per il valore del prodotto stesso</strong>.</p>
<h3 style="text-align: center;">Regala un campione di prodotto</h3>
<p>Offri ai nuovi clienti la possibilità di poter provare gratuitamente i tuoi prodotti o servizi per provarne personalmente la qualità. È una promozione veramente speciale ed esclusivamente dedicata a chi desidera provare i tuoi prodotti o servizi per la prima volta.</p>
<p>Chiaramente, <strong>questo tipo di omaggio deve essere redditizio per te</strong> e dunque valido a patto che si instauri tra te e il cliente una relazione a lungo termine, e dunque la possibilità di vincolare a te il cliente per un periodo di tempo prestabilito.</p>
<p>In alternativa puoi offrire tale gratuità promuovendo il cross-selling dei tuoi servizi.</p>
<h3 style="text-align: center;">Offerte anticrisi per la ristorazione</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4759 size-full aligncenter" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/ottenere-nuovi-clienti-ristorazione-offerte-anticrisi.jpg" alt="ottenere nuovi clienti ristorazione offerte anticrisi" width="640" height="426" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/ottenere-nuovi-clienti-ristorazione-offerte-anticrisi.jpg 640w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/ottenere-nuovi-clienti-ristorazione-offerte-anticrisi-300x200.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/ottenere-nuovi-clienti-ristorazione-offerte-anticrisi-230x153.jpg 230w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/10/ottenere-nuovi-clienti-ristorazione-offerte-anticrisi-450x300.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Questa è una <strong>soluzione che ben si adatta a tutte le realtà della ristorazione</strong> in particolare. Potresti proporre direttamente una riduzione di prezzo in quel giorno in cui il tuo locale è tipicamente meno frequentato.</p>
<p>Puoi anche considerare di preparare degli appositi menù anticrisi che consentono a determinate categorie (ad esempio i lavoratori in pausa pranzo) di poter mangiare ad un prezzo più basso rispetto quello previsto da menù.</p>
<p>Un&#8217;altra idea è quella di proporre i tuoi prodotti creando delle confezioni che contengono articoli vari con una interessante riduzione globale sul prezzo (dunque parliamo sempre di cross-selling) <strong>così da non andare a sminuire un prodotto in particolare</strong>.</p>
<p>Se sei un parrucchiere invece, potresti pensare ad un pacchetto che prevede shampoo, prodotti per capelli e un trattamento a tua scelta <strong>riducendo il costo complessivo del pacchetto di 6/7 euro</strong> rispetto quanto previsto dal listino.</p>
<h3 style="text-align: center;">Offri buoni sconto per trovare nuovi clienti</h3>
<p>Questo è un modo piuttosto classico per acquisire nuovi clienti, facendo leva sulla possibilità di risparmio per indurre i potenziali clienti nell&#8217;adoperare il buono sconto che avrai dato loro.</p>
<p>Puoi decidere di <strong>porre dei limiti di spendibilità del coupon</strong> (data massima di validità, importo minimo di spesa, etc.)</p>
<h3 style="text-align: center;">Offri prodotti gratuitamente per un tempo prestabilito</h3>
<p>Il modo migliore per far prendere una decisione d&#8217;acquisto a chi è continuamente in dubbio, è quello di <strong>fargli provare gratuitamente il tuo prodotto o servizio </strong>per un arco di tempo ben definito. L&#8217;obiettivo è chiaro: provalo e, se non vuoi perderlo, acquistalo.</p>
<h3 style="text-align: center;">Crea delle offerte personalizzate</h3>
<p>Le offerta generiche ormai non funzionano più. Devi essere in grado di saper ascoltare il tuo cliente tipo e <strong>capire di cosa ha bisogno per personalizzare il prodotto o servizio che vuoi proporgli</strong>.</p>
<p>Non bombardarlo dunque con proposte che non lo interessano, ma cerca di personalizzare ogni cosa. La tendenza a personalizzare loro l&#8217;offerta ha a che fare con un irreversibile cambiamento (oggi in atto) della mentalità del consumatore.</p>
<p>I modelli low cost <strong>hanno infatti abituato il cliente a pagare soltanto i servizi minimi che richiede</strong>, e dunque oggi l&#8217;utente medio non è più disposto a pagare per ciò di cui non usufruisce. L&#8217;esempio classico è quella della pay-per-view, ovvero il pagare solo per i programmi che effettivamente si vedono, o i voli low cost in cui vengono troncati tutti i servizi accessori.</p>
<p>L&#8217;esempio più calzante di offerta personalizzata è quello offerto da un numero crescente di palestre, le quali anziché imporre abbonamenti annuali o trimestrali, oggi <strong>offrono vantaggiose tariffe valide per il weekend o ad esempio solo determinate mattine della settimana</strong>, così da riuscire a far iscrivere anche chi non ha molto tempo per andare in palestra e non desidera per questo dover comunque pagare una quota importante come il canone mensile o annuale.</p>
<h3 style="text-align: center;">Offri di più allo stesso prezzo</h3>
<p>Una delle verità del mondo del marketing è che <strong>se hai un prezzo competitivo e offri un servizio migliore degli altri</strong>, puoi competere bene.</p>
<p>Quali sono i servizi che ti consentono di poter mettere il cliente nel mirino senza fare una guerra al ribasso dei prezzi? In generale, tutto quello che la concorrenza non offre. Ad esempio, ci sono dei negozi che hanno ben compreso questo concetto e hanno deciso di <strong>non addebitare più ai clienti che acquistano sul proprio shop online i costi di spedizione</strong> quando il carrello supera una certa cifra.</p>
<p>Chiaramente, non dimenticano di <strong>evidenziare questa promozione in maniera efficace sul proprio sito</strong> comunicando ai clienti che risparmieranno per intero le spese di spedizione.</p>
<h3 style="text-align: center;">Sfrutta i nuovi canali di acquisto</h3>
<p>È l&#8217;ora di ripensare al modello del tuo canale di vendita e chiederti se ha senso iniziare ad utilizzarne altri che possano portare a nuove vendite.</p>
<p>Probabilmente il solito canale di vendita che adoperi non è sufficiente per competere, e per questo devi provare di tutto, guardando in particolar modo al mobile. Gli smartphone infatti, hanno già la maggioranza sul mercato dato che <strong>tantissime persone adoperano il cellulare per fare acquisti di ogni tipo</strong>.</p>
<p>C&#8217;è più di una opportunità qui, dunque è essenziale che la tua azienda disponga di un sito che sia perfettamente fruibile anche dai dispositivi mobili quali smartphone e tablet.</p>
<p>L&#8217;usabilità da mobile è fondamentale per i clienti, soprattutto i più giovani, per far sì che entrino e rimangano sul tuo sito. Per questo è bene fare in modo che anche chi naviga da mobile possa avere una perfetta esperienza di acquisto.</p>
<h3 style="text-align: center;">Non smettere mai di cercare nuovi clienti</h3>
<p>Probabilmente continuerai a cercare nuovi modi per trovare clienti anche in futuro e non soltanto nei momenti di difficoltà, ma adesso sai da dove partire.</p>
<p>Focalizzati sul tuo cliente &#8220;tipo&#8221; e <strong>cerca di capire perchè dovrebbe avere bisogno di ciò che hai da vendergli</strong>, quindi crea un&#8217;offerta il più possibile personalizzata.</p>
<p>Dietro la tua attività ci sono sogni, speranze, progetti ed il futuro della tua famiglia. Per questo non arrenderti anche quando tutto sembra remare contro e non smettere mai di cercare di capire come trovare nuovi clienti per il tuo business, ovvero il sale del commercio.</p>
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		<title>15 consigli per ricevere più traffico da Google</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Bongiovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2020 15:28:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ottimizzazione Siti Web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>15 consigli per ricevere più traffico da Google &#160; Se vuoi ricevere più traffico da Google, il tuo obiettivo dovrebbe essere quello di migliorare il posizionamento del tuo sito in SERP (Search Engine Results Page, cioè, la pagina dove sono visualizzati i risultati restituiti da Google). Infatti, la stragrande maggioranza degli utenti clicca su uno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>15 consigli per ricevere più traffico da Google</h1>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se vuoi ricevere più traffico da Google, il tuo obiettivo dovrebbe essere quello di <strong>migliorare il posizionamento del tuo sito in SERP</strong> (<em>Search Engine Results Page, </em>cioè, la pagina dove sono visualizzati i risultati restituiti da Google).</p>
<p>Infatti, la stragrande maggioranza degli utenti <strong>clicca su uno dei primi tre risultati</strong>, ignorando quelli che seguono. Scalare la SERP non è facile e richiede un grande lavoro in campo SEO. SEO sta per <em>Search Engine Optimization</em>; in italiano, ottimizzazione per i motori di ricerca.</p>
<p>In questa guida troverai 15 consigli per ottimizzare il tuo sito in chiave SEO, scalare la SERP e aumentare il traffico da Google. Ad ogni modo ricorda che all&#8217;interno del mio ebook &#8220;<a href="https://www.dariobongiovanni.it/ebook/checklist-seo-on-page/">Checklist di SEO On-Page</a>&#8221; ti mostro <strong>le 50 tecniche di SEO On-Page più efficaci</strong> per ottimizzare e posizionare un contenuto su Google.</p>
<p>Iniziamo.</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Pubblica frequentemente testi lunghi ed approfonditi </strong></h2>
<p>Questo è il consiglio che troverai più spesso sugli articoli che parlano di SEO. Non a caso, riflette una grande verità: fino a qualche anno fa, era possibile indicizzare su Google con discreto successo anche pagine con testi da 400-500 parole. Oggi<strong>, il motore di ricerca premia i siti che pubblicano contenuti piuttosto lunghi</strong> (almeno 1000 parole) e che approfondiscono un argomento specifico.</p>
<p>Anche <strong>la frequenza di pubblicazione è molto importante</strong>. Per aggiornare il suo indice, il bot di Google scansiona continuamente il web alla ricerca di contenuti nuovi, o vecchi contenuti che sono stati aggiornati. Se vuoi far capire a Google che il tuo sito è attivo e ben curato, pubblica un nuovo contenuto <strong>almeno un paio di volte al mese</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h2 style="text-align: center;"><strong> </strong><strong>Migliora ed espandi i contenuti esistenti</strong></h2>
<p>Pubblicare frequentemente nuovi contenuti è un lavoro impegnativo. Anche se proprio non ce la fai a rispettare una scaletta editoriale di questo tipo, non dovresti comunque mai abbandonare a sé stesso il tuo sito.</p>
<p>Infatti, è in ogni caso utile:</p>
<ul>
<li>Arricchire ed approfondire i vecchi contenuti ‘di punta’ del tuo sito.</li>
<li>Aggiornare i testi che contengono informazioni obsolete e ripubblicarli</li>
<li>Assemblare contenuti che trattano uno stesso argomento, che sarebbero altrimenti troppo brevi e/o superficiali per ottenere una buona posizione sulla SERP.</li>
</ul>
<p>In particolare, <strong>concentrati sulle pagine che si sono già posizionate tra la decima e la ventesima posizione</strong>. Per queste pagine c’è infatti la concreta possibilità di riuscire a migliorare il posizionamento e iniziare da subito a ricevere più traffico  da Google con il minimo sforzo.</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Ottimizza tutte le pagine con parole chiave e descrizioni meta</strong></h2>
<p><strong> <img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4557" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/05/ottimizzare-contenuti-seo.png" alt="esapndi e ottimzza lato seo i contenuti che pubblich" width="704" height="307" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/05/ottimizzare-contenuti-seo.png 704w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/05/ottimizzare-contenuti-seo-300x131.png 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/05/ottimizzare-contenuti-seo-244x106.png 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/05/ottimizzare-contenuti-seo-450x196.png 450w" sizes="auto, (max-width: 704px) 100vw, 704px" /></strong></p>
<p>Una delle attività base per l’ottimizzazione in chiave SEO dei contenuti consiste nell’inserimento della parola chiave e dei campi meta (titolo e descrizione). La parola chiave, o keyword, dovrebbe essere presente ad intervalli regolari, ma <strong>senza eccedere</strong>, all’interno del tuo contenuto.</p>
<p>I tag relativi al titolo ed alla descrizione meta possono essere invece inseriti nell’&lt;head&gt; della pagina. Per maggiori informazioni sui tag meta riconosciuti da Google, ti consiglio di fare riferimento alla <a href="https://support.google.com/webmasters/answer/79812?hl=it">guida ufficiale del motore di ricerca</a>.</p>
<p>Se l’inserimento di parole chiave e tag meta ti sembra eccessivamente complicato, non disperare. Se il tuo sito è costruito con WordPress puoi usare il plugin <a href="https://www.dariobongiovanni.it/come-configurare-yoast-seo/">Yoast SEO</a> che ti guiderà nell’inserimento di questi elementi per tutti i contenuti.</p>
<p>Arrivato a questo punto, ti starai forse anche chiedendo come sapere quale parola chiave inserire. Innanzitutto, non farti confondere dal termine singolare ‘parola’. Infatti, funzionano molto meglio le <em>long tail keyword</em>, cioè le parole chiave composte da più termini.</p>
<p>Per esempio, ti risulterà molto più facile ottenere risultati targetizzando la keyword ‘ricetta torta cioccolato panna e ciliegie’, piuttosto che una parola chiave più generica come ‘ricetta torta’.</p>
<p>Per trovare le parole chiave da utilizzare per ricevere più traffico da Google, visita lo strumento <a href="https://adwords.google.com/KeywordPlanner">Keyword Planner</a> di Google. <strong>Keyword Planner</strong> nasce come strumento per individuare le parole chiave da targettizzate con le campagne pubblicitarie di Google. Può però essere comunque usato gratuitamente e senza programmare alcuna campagna pubblicitaria, ma solo per <strong>identificare le keyword applicabili al tuo settore</strong>.</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Inserisci ed ottimizza le immagini per </strong><strong>ricevere più traffico da Google</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4558" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/05/ottimizzare-immagini-sito.jpg" alt="ottimizzare immagini sito" width="703" height="542" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/05/ottimizzare-immagini-sito.jpg 703w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/05/ottimizzare-immagini-sito-300x231.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/05/ottimizzare-immagini-sito-198x153.jpg 198w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/05/ottimizzare-immagini-sito-450x347.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 703px) 100vw, 703px" /></p>
<p>Le immagini hanno un loro indice Google e rappresentano un’ottima opportunità. Infatti, sono molti meno i siti che pubblicano immagini originali rispetto a quelli che indicizzano contenuti testuali.</p>
<p>Per prima cosa, <strong>inserisci sulle tue pagine immagini originali</strong>. Quindi, <strong>sfrutta il tag ALT </strong>per assicurarti che queste siano indicizzate al meglio. I motori di ricerca non sono infatti in grado di comprendere il contenuto delle immagini semplicemente osservandole, come facciamo invece noi umani.</p>
<p>Il tag ALT è una descrizione (in formato testuale) che <strong>serve a comunicare a Google qual è il soggetto di un’immagine</strong>. Il motore di ricerca usa quindi questa informazione come parametro per indicizzare l’immagine correttamente.</p>
<p>Se usi WordPress puoi compilare il campo relativo al tag ALT quando carichi l’immagine. Si tratta di una funzionalità nativa <strong>che non prevede l’installazione di alcun strumento aggiuntivo</strong>. Se hai già caricato immagini sul tuo sito, puoi comunque modificarle aggiungendo questa informazione.</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Pubblica video su YouTube e trascrivili</strong></h2>
<p>La piattaforma YouTube è di proprietà di Google. Oltre a questo, sta avendo un successo travolgente in tutti i paesi ed in tutti i settori. Se ti va di produrre contenuti video (che è comunque una buona idea), <strong>assicurati di ottimizzarli in chiave SEO usando queste strategie</strong>:</p>
<ul>
<li>Su YouTube, inserisci sotto ai video il link al tuo sito e la parola chiave per la quale vuoi che essi siano indicizzati.</li>
<li>Sul tuo sito, crea una pagina per il video ed incorpora quest’ultimo usando il codice che trovi su YouTube.</li>
<li>Trascrivi il contenuto del video. Come per le immagini, Google non è infatti in grado di guardare i video. Trascriverne i contenuti ti permette di indicizzare la pagina su cui l’hai incorporato.</li>
</ul>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Ottimizza la performance del tuo sito </strong></h2>
<p><strong>Google premia i siti veloci</strong>. Per ‘veloce’ si intende un sito le cui pagine abbiano un <strong>tempo di caricamento inferiore ai due secondi</strong>. Anche in questo caso, puoi usare uno strumento ufficiale Google per testare il tuo sito ed identificare le aree di miglioramento, cioè Page Speed Insight. Ti inoltre comunque a leggere la mia guida sul <a href="https://www.dariobongiovanni.it/come-verificare-velocita-caricamento-sito/">come verificare la velocità di caricamento di un sito</a>.</p>
<p>La prima cosa da fare per avere un sito veloce è usare un servizio di hosting che garantisca grande velocità di caricamento. Il mio sito è ospitato su <a href="https://www.siteground.com/index.htm?afcode=7335ba418a2df875eeee4c3230a92917">SiteGround</a> e te lo consiglio anche per via della rapida assistenza in italiano via chat e/o mail.</p>
<p>Ci sono poi diverse tecniche efficaci per ridurre il tempo di caricamento: in primis, <strong>ottimizzare le immagini</strong>, evitando di inserire file troppo pesanti. Fatto questo, potresti provare ad usare uno strumento per creare una cache del tuo sito.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Installa un certificato SSL</strong></h2>
<p>Google premia, oltre ai siti veloci, anche quelli sicuri. Uno dei metodi per migliorare la sicurezza del tuo sito consiste nell’<strong>installare un certificato </strong>SSL (<em>security socket layer</em>). A grandi linee, un certificato SSL serve a proteggere la connessione tra il server ed il browser.</p>
<p>Installare un certificato SSL è abbastanza semplice. Nella maggior parte dei casi, è sufficiente acquistarlo dall’hosting provider e richiederne l’installazione.</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>R</strong><strong>icevere più traffico da Google ottimizzando il sito per i dispositivi mobili</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono sempre più gli utenti che navigano sul web da smartphone e tablet, ed è un fattore da tenere bene a mente quando vai a creare un sito ex novo. Per questo, <strong>Google verifica se i siti sono perfettamente visibili dai dispositivi mobili</strong> e li posiziona di conseguenza. Non è un caso che, anche in questo caso, ci sia uno <a href="https://www.google.com/webmasters/tools/mobile-friendly/">strumento ufficiale per testare il tuo sito</a>.</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Lavora sui link in entrata</strong></h2>
<p>I link in entrata, anche chiamati <em>backlink</em>, sono quei link che puntano da altri siti al tuo. <strong>I backlink sono una dei fattori che contribuiscono di più in assoluto ad un buon posizionamento su Google</strong>.</p>
<p>Ottenere backlink non è facile. Google vieta in modo assoluto lo scambio e l’acquisto di link. Si deve quindi trattare di un processo del tutto naturale. In poche parole, devi far in modo che ad altri web master piacciano così tanto i tuoi contenuti da volerli linkare.</p>
<p>Quello che però puoi provare a fare è un po’ di <em>link reclamation</em>. Cioè, imposta un Google Alert per ricevere una notifica ogni volta che il tuo sito viene menzionato sul web. Quindi, controlla se oltre alla menzione è stato inserito anche il backlink. Se non è così, <strong>prova a contattare il web master del sito in questione chiedendo di aggiungere il link</strong>.</p>
<p>Lavorare sui backlink è senza dubbio un lavoro difficile e che richiede tempo, però ne vale la pena.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Inserisci link utili</strong></h2>
<p>Anche i link in uscita ed i link interni sono molto importanti. I primi hanno principalmente lo scopo di <strong>migliorare l’esperienza dell’utente</strong>, fornendo i riferimenti a risorse utili di approfondimento.</p>
<p>I link interni sono altrettanto utili per gli utenti. Inoltre, servono anche a dirigere il bot di Google all’interno del tuo sito, facilitandone la scansionabilità e la scoperta dei nuovi contenuti. Controlla che ogni pagina del tuo sito <strong>contenga almeno un link interno verso un’altra pagina</strong> (dal contenuto pertinente!).</p>
<p>Inoltre, assicurati che la gerarchia con cui sono organizzate le tue pagine non abbia troppi livelli. Mi spiego meglio: fai sì che <strong>tutti gli url possano essere raggiunti con un massimo di 3 click</strong>. Se un contenuto è difficile da trovare per gli utenti, lo sarà anche per i bot.</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Ridirigi le pagine rimosse dal tuo sito</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4560" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/05/creare-redirect-301.png" alt="redirect 301" width="704" height="307" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/05/creare-redirect-301.png 704w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/05/creare-redirect-301-300x131.png 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/05/creare-redirect-301-244x106.png 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/05/creare-redirect-301-450x196.png 450w" sizes="auto, (max-width: 704px) 100vw, 704px" /></p>
<p>Ti è mai capitato di arrivare su una pagina e vedere: errore 404 ‘pagina non trovata’? Se sei un web master, <strong>questo errore è tuo nemico</strong>. Oltre a rovinare l’esperienza degli utenti, ti fa fare anche brutta figura con Google.</p>
<p>Se vuoi rimuovere un contenuto, <strong>fallo nel modo corretto ed imposta una redirezione 301</strong>. Con questo tipo di redirezione, gli utenti ed i bot che cercano di visitare una pagina rimossa, saranno portanti automaticamente su un URL ancora funzionante e possibilmente attinente.</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Gestisci comunque l’errore 404 in modo elegante</strong></h2>
<p>Configurare ridirezioni 301 per le pagine che sono state rimosse dovrebbe essere la norma. Ciò non garantisce che non si presentino comunque errori 404. Per esempio, per generare un errore 404 è sufficiente inserire un link interno facendo un errore di scrittura nell’URL.</p>
<p>Per gestire questa eventualità, assicurati di creare una pagina 404 dove è presente un campo di ricerca e/o link alle pagine più popolari del tuo sito. Questo ti aiuterà a <strong>diminuire il numero degli utenti che abbandonano il tuo sito</strong> e contribuirà ad aumentare la durata media delle visite. Nel prossimo punto scoprirai perché questo aspetto è importante.</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Tieni sotto controllo il <em>bounce rate</em></strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4561" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/05/diminuire-frequenza-rimbalzo.png" alt="diminuire la frequenza di rimbalzo" width="704" height="307" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/05/diminuire-frequenza-rimbalzo.png 704w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/05/diminuire-frequenza-rimbalzo-300x131.png 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/05/diminuire-frequenza-rimbalzo-244x106.png 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2020/05/diminuire-frequenza-rimbalzo-450x196.png 450w" sizes="auto, (max-width: 704px) 100vw, 704px" /></p>
<p>Il <em>bounce rate</em> è il termine inglese usato per indicare la <strong>frequenza di rimbalzo</strong>. Cioè, la percentuale degli utenti che abbandonano il tuo sito subito dopo averlo raggiunto. Google interpreta un’alta frequenza di rimbalzo come una discrepanza tra ciò che gli utenti si aspettano di trovare su una pagina e i contenuti che sono effettivamente pubblicati. Per questo motivo, <strong>il motore di ricerca premia i siti che registrano visite di lunga durata</strong>.</p>
<p>Se le tue pagine registrano un’alta frequenza di rimbalzo, cerca di abbassarla migliorando il titolo della pagina, i contenuti, lo snippet che appare su Google, o anche il tempo di caricamento. Infatti, <strong>gli utenti tendono ad abbandonare le pagine che vengono caricate troppo lentamente</strong>.</p>
<p>Se ti interessa conoscere il bounce rate del tuo sito, <a href="https://www.dariobongiovanni.it/come-inserire-il-codice-di-google-analytics-in-un-sito/">configura Google Analytics</a>.</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Crea ed invia a Google la Sitemap</strong></h2>
<p>La sitemap è un file di testo contenente la lista degli url di tutti le pagine del tuo sito. Di fatto, serve a segnalare a Google gli url da visitare, così che questi possano essere scansionati ed inseriti nell’indice.</p>
<p>Creare una sitemap è abbastanza semplice. Se usi WordPress, ci sono dei plugin che se ne occupano per te; i più utilizzati sono <a href="https://wordpress.org/plugins/wordpress-seo/">Yoast SEO</a> e <a href="https://wordpress.org/plugins/google-sitemap-generator/">Google XML Sitemaps</a>. Creata la Sitemap, usa gli Strumenti per i Webmaster per inviarla a Google e per monitorare lo stato di indicizzazione delle pagine.</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Evita penalizzazioni</strong></h2>
<p><strong> </strong>Oltre a guadagnare posizioni su Google, è importante non perderle! Come ho già accennato, <strong>Google vieta gli scambi di link</strong>. Oltre a questo, vieta e penalizza (nei casi più gravi, con la rimozione dall’indice) il plagio dei contenuti.</p>
<p>Quando Google rileva due pagine web su cui sono pubblicati gli stessi testi contenuti, considera come originale quella con data antecedente, mentre applica penalizzazioni alla seconda. In poche parole, non copiare mai contenuti e <strong>fai del tuo meglio per evitare penalizzazioni</strong>.</p>
<p>Questi sono i miei 15 consigli per migliorare il posizionamento del tuo sito sulla SERP e ricevere più traffico da Google. Come avrai intuito, lavorare su tutti questi aspetti è piuttosto impegnativo e richiede tempo.</p>
<p>Quello che ti invito a fare è quindi testare subito il tuo sito usando gli strumenti che ti ho consigliato nel post e creare una lista di priorità. Non mi resta che augurarti buon lavoro.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dariobongiovanni.it/consigli-ricevere-traffico-google/">15 consigli per ricevere più traffico da Google</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dariobongiovanni.it">Dario Bongiovanni</a>.</p>
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		<title>Perché il mio sito non compare su Google?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Bongiovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Aug 2018 11:13:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ottimizzazione Siti Web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché il mio sito non compare su Google? Perché il mio sito non compare su Google? Perché non compare sui motori di ricerca? Per rispondere a queste domande bisogna fare innanzitutto una distinzione i tra siti che sono appena stati creati e siti che sono presenti sul web già da qualche mese o più. Se [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;">Perché il mio sito non compare su Google?</h1>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4039" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/Perche-il-mio-sito-non-compare-su-Google-min.jpg" alt="perchè il mio sito non compare su google" width="704" height="344" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/Perche-il-mio-sito-non-compare-su-Google-min.jpg 704w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/Perche-il-mio-sito-non-compare-su-Google-min-244x119.jpg 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/Perche-il-mio-sito-non-compare-su-Google-min-300x147.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/Perche-il-mio-sito-non-compare-su-Google-min-450x220.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 704px) 100vw, 704px" /></p>
<p><strong>Perché il mio sito non compare su Google?</strong> Perché non compare sui motori di ricerca? Per rispondere a queste domande bisogna fare innanzitutto una distinzione i tra siti che sono appena stati creati e siti che sono presenti sul web già da qualche mese o più.</p>
<p>Se hai infatti creato il tuo sito web da pochi giorni, è normale che questo ancora non compaia tra i risultati di Google (tecnicamente si dice che il sito non è ancora stato indicizzato, ovvero <strong>non è stato aggiunto all&#8217;indice del motore di ricerca</strong>).</p>
<p>Questo è il caso più semplice e non è necessario che tu faccia nulla per risolvere: semplicemente <strong>devi attendere che gli spider di Google si &#8220;accorgano&#8221; del tuo sito</strong> e provvederanno direttamente loro a fare in modo che venga indicizzato.</p>
<p>Dal momento in cui pubblichi il sito considera che <strong>possono essere necessari anche 10/15 giorni prima che ciò avvenga,</strong> quindi ancora un pò di pazienza.</p>
<p>…e se il sito è online da più tempo?</p>
<p>Se il sito è invece già stato pubblicato da settimane o mesi, e nonostante ciò non si vede su Google, è necessario indagare per cercare di capire quale sia la natura del problema.</p>
<h2 style="text-align: center;">La differenza tra indicizzazione e posizionamento</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4041" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/differenza-indicizzazione-posizionamento-min.jpg" alt="differenza tra indicizzazione e posizionamento" width="704" height="344" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/differenza-indicizzazione-posizionamento-min.jpg 704w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/differenza-indicizzazione-posizionamento-min-244x119.jpg 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/differenza-indicizzazione-posizionamento-min-300x147.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/differenza-indicizzazione-posizionamento-min-450x220.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 704px) 100vw, 704px" /></p>
<p>Ti consiglio innanzitutto di verificare che effettivamente il sito non sia stato indicizzato da Google, e per questo <strong>voglio assicurarmi che tu abbia ben chiara la differenza tra indicizzazione e posizionamento</strong>, termini il cui significato viene spesso confuso.</p>
<p>Come accennato, &#8220;indicizzato&#8221; significa essere stato aggiunto all&#8217;indice di Google (“indicizzazione Google”, in gergo), il che comporta il poter apparire sui risultati a seguito delle ricerche effettuate dagli utenti.</p>
<p>Per posizionamento si intende invece <strong>la posizione in cui il tuo sito sarà mostrato all&#8217;interno dei risultati di ricerca</strong> stessi.</p>
<p>Non è da scartare dunque l’ipotesi che il tuo sito sia stato correttamente indicizzato, ma che goda di un pessimo posizionamento, ovvero compaia oltre la seconda pagina dei risultati, e per questo non appare su Google quando lo cerchi. In quel caso <strong>devi necessariamente lavorare sulla SEO On-Page del tuo sito</strong>, e all&#8217;interno del mio ebook &#8220;<a href="https://www.dariobongiovanni.it/ebook/checklist-seo-on-page/">Checklist di SEO On-Page</a>&#8221; ho inserito le tecniche più efficaci per posizionare un sito su Google in base alla mia esperienza.</p>
<p>A questo punto ti starai chiedendo:</p>
<h2 style="text-align: center;">Come verificare se un sito è stato indicizzato da Google?</h2>
<p><strong>Puoi verificare molto velocemente se il tuo sito sia effettivamente stato indicizzato su Google o meno</strong>, ti basta utilizzare l&#8217;operatore &#8220;site:&#8221; come segue. Se ad esempio l&#8217;indirizzo del tuo sito è www.mariorossi.it, ti basta digitare site:www.mariorossi.it per scoprirlo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4043" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/verificare-indicizzazione-sito.jpg" alt="verificare indicizzazione di un sito" width="704" height="344" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/verificare-indicizzazione-sito.jpg 704w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/verificare-indicizzazione-sito-244x119.jpg 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/verificare-indicizzazione-sito-300x147.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/verificare-indicizzazione-sito-450x220.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 704px) 100vw, 704px" /></p>
<p>Digitando questo comando visualizzerai l&#8217;elenco delle pagine del tuo sito che Google conosce già, cioè quelle che sono già state indicizzate. Qui trovi la guida ufficiale di Google riguardo le <a href="https://support.google.com/customsearch/answer/4513925?hl=it">pagine da includere nei risultati di ricerca</a>.</p>
<p>
<style type="text/css" data-created_by="avia_inline_auto" id="style-css-av-6x55u-af0c6f16e35224bb082776870ae7f13c">
.av_promobox.av-6x55u-af0c6f16e35224bb082776870ae7f13c{
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</style>
<div  class='av_promobox av-6x55u-af0c6f16e35224bb082776870ae7f13c avia-button-yes  avia-builder-el-0  avia-builder-el-no-sibling '><div class='avia-promocontent'><p>
<img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4710 alignleft" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/miniatura-checklist-di-seo-on-page.jpg" alt="ebook Checklist di SEO On-Page" width="80" height="108" />&#8220;<em>Checklist di SEO On-Page</em>&#8221; è il mio ebook nel quale ti mostro, con esempi pratici, le 50 tecniche di SEO On-Page più efficaci per ottimizzare ogni contenuto e riuscirlo a posizionare in alto sui risultati di ricerca.</p>
</div><div  class='avia-button-wrap av-6x55u-485dfee172af2dced03b70d28195c5ca-wrap avia-button-right '><a href='https://www.dariobongiovanni.it/ebook/checklist-seo-on-page/'  class='avia-button av-6x55u-485dfee172af2dced03b70d28195c5ca av-link-btn avia-icon_select-no avia-size-large avia-position-right avia-color-theme-color'   aria-label="Acquista"><span class='avia_iconbox_title' >Acquista</span></a></div></div></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Capito perché è importante verificare l’indicizzazione del sito?</p>
<p>Se le pagine del sito sono infatti state indicizzate, significa che <strong>non compaiono tra i primi risultati di Google solo perché non hanno una buona ottimizzazione SEO</strong>, e quando gli utenti effettuano una ricerca questo compare in seconda pagina o anche oltre.</p>
<p>In questo caso quel di cui hai bisogno non è l’indicizzazione del sito (che è già avvenuta), bensì <strong>ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca</strong>, migliorando l’ottimizzazione SEO del sito.</p>
<p>Al contrario, se utilizzando l&#8217;operatore &#8220;site:&#8221; non viene mostrata alcuna pagina del tuo sito, <strong>significa effettivamente che questo non è ancora stato aggiunto all&#8217;indice del motore di ricerca</strong> e bisogna per questo effettuare una serie di check per identificarne il motivo.</p>
<p>Adesso arriva il bello: sei pronto?</p>
<h2 style="text-align: center;">Come fare per far apparire un sito su Google</h2>
<p>Ecco quali sono le verifiche che puoi fare rapidamente per cercare di <strong>capire il perché il sito non appare su Google</strong>:</p>
<ul>
<li>Se lavori con WordPress, verifica di non aver messo la spunta su &#8221; Scoraggia i motori di ricerca ad effettuare l&#8217;indicizzazione di questo sito&#8221; che trovi nel menù Impostazioni &gt; Lettura della tua bacheca di WordPress. Come è facile intuire, <strong>questa opzione fa si che il tuo sito non venga mostrato sui risultati di ricerca.</strong></li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4049 size-full" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/sito-non-appare-su-google-e1534243941283.jpg" alt="sito non appare su google" width="703" height="227" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/sito-non-appare-su-google-e1534243941283.jpg 703w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/sito-non-appare-su-google-e1534243941283-244x79.jpg 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/sito-non-appare-su-google-e1534243941283-300x97.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/sito-non-appare-su-google-e1534243941283-450x145.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 703px) 100vw, 703px" /></p>
<ul>
<li>Controlla il tuo file robots.txt e <strong>verifica che non ci sia qualche istruzione volta ad impedire ai motori di ricerca la scansione dell&#8217;intero sito</strong> o parte di esso. Se il tuo sito è ad esempio www.mariorossi.it puoi trovare questo file qui www.mariorossi.it/robots.txt, e considera che una istruzione di questo tipo:</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;">User-agent: *</p>
<p style="padding-left: 30px;">Disallow: /</p>
<p>Indica a tutti i motori di ricerca di ignorare l’intero sito!</p>
<ul>
<li>Se hai installato un plugin che consente di visualizzare il sito soltanto dopo aver inserito la password, <strong>questo impedisce di accedere anche ai crawler dei motori di ricerca</strong>, ed il sito non viene per questo indicizzato. Verificane le impostazioni dunque.</li>
<li>Se non lo hai ancora fatto, provvedi a creare una sitemap e <a href="https://www.google.com/webmasters/tools/home">inviala a Google tramite la Search Console</a>: <strong>la sitemap aiuta infatti i motori di ricerca a comprendere meglio la struttura di un sito e indicizzarne più velocemente i contenuti</strong>, anche quelli che pubblicherai in seguito.</li>
<li><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4051" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/sito-non-indicizzato-su-google.jpg" alt="sito non indicizzato su google" width="704" height="314" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/sito-non-indicizzato-su-google.jpg 704w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/sito-non-indicizzato-su-google-244x109.jpg 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/sito-non-indicizzato-su-google-300x134.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/08/sito-non-indicizzato-su-google-450x201.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 704px) 100vw, 704px" />Se non lo hai ancora fatto, puoi crearne una in maniera semplice utilizzando il plugin Yoast Seo, qui trovi la mia <a href="https://www.dariobongiovanni.it/come-configurare-yoast-seo/">guida in italiano di Yoast</a>.</li>
</ul>
<h2 style="text-align: center;">Perchè il mio sito non compare su Google? Considerazioni finali</h2>
<p>Genericamente, a meno che non siano incorse delle penalizzazioni, un sito non appare su Google o perché è stato pubblicato da pochi giorni e dunque ancora il sito non è stato indicizzato, o perché vi sono precise istruzioni e/o risorse installate che al momento impediscono ai motori di ricerca di avervi accesso.</p>
<p>Seguendo le istruzioni di questa guida puoi riuscire a capire il perché il sito non si vede su Google e porre rimedio, ma se dovessi avere difficoltà lascia pure un commento in basso e sarò lieto di aiutarti!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dariobongiovanni.it/perche-sito-non-compare-google/">Perché il mio sito non compare su Google?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dariobongiovanni.it">Dario Bongiovanni</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come Verificare la Velocità di Caricamento di un Sito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Bongiovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Mar 2018 08:28:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ottimizzazione Siti Web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come Verificare la Velocità di Caricamento di un Sito con un Clic Verificare la velocità di caricamento del tuo sito WordPress è davvero importante per avere la certezza che la navigazione possa essere effettivamente piacevole per gli utenti, ed evitare di costringerli a diversi secondi di attesa tra il caricamento di una pagina e l&#8217;altra. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dariobongiovanni.it/come-verificare-velocita-caricamento-sito/">Come Verificare la Velocità di Caricamento di un Sito</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dariobongiovanni.it">Dario Bongiovanni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 dir="ltr" style="text-align: center;">Come Verificare la Velocità di Caricamento di un Sito con un Clic</h1>
<p dir="ltr"><strong>Verificare la velocità di caricamento</strong> del tuo sito WordPress è davvero importante per avere la certezza che la navigazione possa essere effettivamente piacevole per gli utenti, ed evitare di costringerli a diversi secondi di attesa tra il caricamento di una pagina e l&#8217;altra.</p>
<p dir="ltr">Inoltre, i tempi di caricamento lunghi non vanno bene anche e soprattutto per Google, che <strong>tende sempre più a premiare siti veloci</strong> ed in grado di consentire agli utenti di accedere rapidamente alle informazioni di cui hanno bisogno, soprattutto in considerazione del fatto che oggi circa il 65% di questi utilizza  dispositivi mobili per accedere alla rete.</p>
<p dir="ltr"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3865 aligncenter" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/03/come-verificare-velocita-sito-web.jpg" alt="come verificare velocità caricamento sito web" width="704" height="304" /></p>
<p dir="ltr">Quel che erroneamente si tende a pensare è che il proprio sito web sia già veloce a sufficienza e che non sia necessario alcun tipo di verifica in tal senso, solo perché la navigazione sembra essere rapida e scorrevole quando noi stessi lo utilizziamo.</p>
<p dir="ltr">Niente di più sbagliato purtroppo: oggi infatti i principali browser (ad esempio Chrome) <strong>memorizzano alcuni dati dei siti in cui navighiamo nella propria cache</strong>, tra questi le immagini, al fine di rendere più veloce il caricamento delle stesse pagine alla visita successiva.</p>
<p dir="ltr">Dato che per forza di cose navighi frequentemente all&#8217;interno del tuo sito, la navigazione sarà di conseguenza più veloce per te, ma <strong>non sarà altrettanto veloce per tutti gli altri utenti che lo visiteranno</strong>.  Ecco perché è importante verificare quale sia l&#8217;effettiva velocità di caricamento del tuo sito, così da andare ad adottare eventuali soluzioni nel caso in cui questa non dovesse raggiungere livelli accettabili.</p>
<p dir="ltr">Non esiste un tempo limite di caricamento da non oltrepassare in assoluto , ma è ragionevole pensare che un sito possa definirsi &#8220;veloce&#8221;<strong> se riesce a mantenersi sotto i due secondi per il caricamento completo</strong> delle singole pagine.</p>
<h2 dir="ltr" style="text-align: center;">Come verificare la velocità di caricamento di un sito?</h2>
<p dir="ltr">Dato dunque che anche frazioni di secondo possono avere un ruolo importante per l&#8217;<strong>algoritmo di Google che determina il posizionamento di un sito</strong> a seguito delle ricerche effettuate dagli utenti, è bene<strong> verificare le performance del proprio sito</strong> ed intervenire laddove necessario per &#8220;limare&#8221; i tempi di caricamento.</p>
<p dir="ltr">Uno strumento sicuramente adatto ad effettuare questo tipo di verifica è <a href="https://tools.pingdom.com/">Pingdom Website Speed Test</a>, utilizzato anche dai professionisti proprio perchè estremamente affidabile e semplice da utilizzare. Verificare la velocità di caricamento di un sito web con Pingdom è davvero semplice: basta inserire l&#8217;url nell&#8217;apposito campo, mentre nel menù a tendina a fianco va selezionata la località più vicina al luogo in cui ci si trova fisicamente (se ti trovi in Italia puoi selezionare tranquillamente &#8220;Stockholm, Sweden&#8221;).</p>
<p><div id="attachment_3859" style="width: 714px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3859" class="wp-image-3859 size-full" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/03/test-velocita-sito.jpg" alt="test velocità sito" width="704" height="306" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/03/test-velocita-sito.jpg 704w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/03/test-velocita-sito-244x106.jpg 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/03/test-velocita-sito-300x130.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/03/test-velocita-sito-450x196.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 704px) 100vw, 704px" /><p id="caption-attachment-3859" class="wp-caption-text">Grazie a Pingdm Test potrai verificare la velocità di caricamento del tuo sito con un clic</p></div></p>
<p dir="ltr">Fatto questo puoi cliccare su &#8220;Start Test&#8221; e attendere qualche secondo prima di <strong>ricevere i risultati del tuo test</strong>. Ti consiglio di ripetere il test 3/4 volte per poter avere un risultato ancora più preciso e veritiero. Ottenuto il risultato del testi, ciò su cui devi focalizzare la tua attenzione è la sezione &#8220;Load time&#8221;, che indica la velocità di caricamento del tuo sito espressa in secondi.</p>
<p dir="ltr">Un tempo di caricamento che si attesta al di sotto dei due secondi può essere definito molto buono, mentre più il tempo di caricamento sale oltre i due secondi e più diventa importante intervenire per porre rimedio.</p>
<h2 dir="ltr" style="text-align: center;">Da cosa dipende la velocità di caricamento di un sito?</h2>
<p dir="ltr">La velocità di caricamento di un sito dipende da diversi fattori quali ad esempio l&#8217;ottimizzazione del codice o l&#8217;ottimizzazione on-page del sito, <strong>ma soprattutto dal numero di siti ospitati sul tuo stesso server</strong>. Gli hosting economici infatti, costano poco proprio perchè &#8220;piazzano&#8221; decine e <strong>decine di siti assieme al tuo sul tuo stesso server</strong>.</p>
<p dir="ltr">Ciò significa che <strong>le prestazioni del server ne risentiranno</strong> in maniera cospicua dato che le sue risorse saranno da condividere tra tutti quei siti che vi sono stati caricati, e questo comporta inevitabilmente tempi di caricamento più lunghi per il tuo sito.</p>
<p><div id="attachment_3848" style="width: 713px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3848" class="wp-image-3848 size-full" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/03/velocizzare-sito-wordpress-e1520548528612.jpg" alt="velocizzare sito wordpress" width="703" height="343" /><p id="caption-attachment-3848" class="wp-caption-text">Quanti altri siti sono ospitati sul tuo stesso server? Quanto influiscono sulla velocità di caricamento del tuo sito?</p></div></p>
<p dir="ltr">Se riscontri dei tempi di caricamento eccessivamente lunghi, <strong>è possibile che il tuo hosting tenga sul tuo stesso server un gran numero di siti</strong> che di conseguenza rallentano anche il tuo, il che sarebbe una pessima notizia anche per le tue speranze di migliorare il posizionamento su Google.</p>
<p dir="ltr">A questo proposito esiste <strong>un ottimo strumento gratuito</strong> che ti consente di sapere con un semplice clic quanti siti siano attualmente caricati sul tuo stesso server: lo strumento si chiama <a href="https://www.yougetsignal.com/tools/web-sites-on-web-server/">Reverse IP Domain Check</a> e  ti basta inserire l&#8217;url del tuo sito per vedere quanti altri ce ne sono oltre il tuo.</p>
<p dir="ltr"><strong>Ho effettuato questo test sul mio stesso sito</strong> ed il risultato è quello che vedi nello screenshot in basso: al momento ci sono soltanto altri 3 siti oltre il mio (ho oscurato le loro url per motivi di privacy), e questo perchè l&#8217;hosting che ho scelto ha deciso di mettere in cima alle priorità le prestazioni e la velocità di caricamento.</p>
<p><div id="attachment_3845" style="width: 714px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3845" class="size-full wp-image-3845" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/03/quanti-siti-sul-tuo-server.jpg" alt="quanti siti sul tuo server" width="704" height="369" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/03/quanti-siti-sul-tuo-server.jpg 704w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/03/quanti-siti-sul-tuo-server-244x128.jpg 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/03/quanti-siti-sul-tuo-server-300x157.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/03/quanti-siti-sul-tuo-server-450x236.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 704px) 100vw, 704px" /><p id="caption-attachment-3845" class="wp-caption-text">Il test di Reverse IP Domain Check evidenzia la presenza di soli altri 3 siti oltre il mio</p></div></p>
<p dir="ltr">Considera che se assieme al tuo ci sono altri 20/25 siti le prestazioni del tuo sito iniziano già a risentirne in maniera decisa e <strong>avrai probabilmente individuato il motivo per il quale questo impiega così tanto tempo nel caricare</strong>.</p>
<h2 dir="ltr" style="text-align: center;">Come migliorare la velocità di caricamento del tuo sito?</h2>
<p dir="ltr">Il mio hosting è <a href="https://www.siteground.com/index.htm?afcode=7335ba418a2df875eeee4c3230a92917">SiteGround</a> (un servizio di hosting raccomandato direttamente da WordPress) e posso confermare quanto di buono avevo sentito dire in proposito, è un hosting davvero veloce e fornisce <strong>assistenza in italiano, anche via chat</strong> in tempo reale. Al momento è il miglior hosting WordPress a mio parere, considerando anche che a sole 3,95€ al mese offre sia l&#8217;hosting che il dominio.</p>
<p dir="ltr">Di seguito puoi vedere il risultato del <strong>test effettuato con Pingdom sul mio sito</strong>, e come puoi notare grazie a SiteGround il tempo di caricamento è veramente eccezionale, soltanto 1,49 secondi per il caricamento completo del sito.</p>
<p><div id="attachment_3843" style="width: 714px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3843" class="wp-image-3843 size-full" src="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/03/verificare-velocita-caricamento-sito.jpg" alt="verificare la velocità di caricamento di un sito" width="704" height="265" srcset="https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/03/verificare-velocita-caricamento-sito.jpg 704w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/03/verificare-velocita-caricamento-sito-244x92.jpg 244w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/03/verificare-velocita-caricamento-sito-300x113.jpg 300w, https://www.dariobongiovanni.it/wp-content/uploads/2018/03/verificare-velocita-caricamento-sito-450x169.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 704px) 100vw, 704px" /><p id="caption-attachment-3843" class="wp-caption-text">Il test che ho effettuato sul mio sito con Pingdom. Soltanto 1,49 secondi per il caricamento completo.</p></div></p>
<p dir="ltr">Se hai dunque l&#8217;impressione che il tuo sito impieghi troppi secondi per caricare e passare da una pagina all&#8217;altra, il consiglio che ti do&#8217; è quello di verificare la velocità di caricamento tramite gli strumenti che ti ho suggerito all&#8217;interno di questa guida e, se il &#8220;Load Time&#8221; è eccessivo, di passare dal tuo attuale hosting a <a href="https://www.siteground.com/index.htm?afcode=7335ba418a2df875eeee4c3230a92917">SiteGround</a> per rendere il sito immediatamente più veloce.</p>
<p dir="ltr">
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